MlKERALOGlA.
elettricità per mezz’ora da un altro fram-mento di topazio scolorito del Brasile che la conserva più di 3o ore, e più an-cor da un frammento di spato d’Islanda,che dà segni di elettricità per i i giornicontinui, dopo essere stato elettrizzatosemplicemente colla pressione fra i diti.
Il magnetismo. Alcuni minerali hannola facoltà di agire sull’ ago calamitato, esono i minerali di ferro tra i quali tro-vasi la stessa calamita ( o ferro ossidula-to), quelli di nichelio e di cobalto, quan-do i metalli sono puri. E' necessario chegli altri minerali contengano una quanti-tà di ferro debolmente ossidato per agi-re sulla calamita. Il celebre Haiiy, conun metodo suo proprio, detto di doppiomagnetismo, pervenne a far agire sul-l’ago dei minerali che quantunque con-tenenti del ferro non aveano alcuna a-zione sopra di esso.Questo metodo con-siste nel porre in vicinanza dell’ago unastanghetta calamitata, in modo di can-giare in parte la sua direzione, e mante-nerla verso 1’ ovest. L’ ago, per la suanaturale tendenza di volgersi al norte,non avrà più bisogno che di un legge-rissimo impulso, e perciò questo metodoserve benissimo pei minerali che, quan-tunque contengano del ferro,non avreb-bero alcun’ azione sopr’ esso nel suostato ordinario.
Caratteri emulici.
Sebbene i caratteri fisici possano ser-vire più o meno utilmente a conoscere iminerali, ed alcuni mineralogisti di som-mo merito abbiano creduto bene di u-sargli quasi esclusivamente nella loroclassificazione, non è difficile dimostrareche i caratteri chimici meritano la pre-ferenza. La costanza di questi caratteri,e la loro invariabilità che certo i carat-teri libici non possono offrire li fa anle-
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porre. Non bisogna ingannarsi sullo sco-po del mineralogista nel farne uso, ilquale è assai diverso dalla chimica ana-lisi. Questa ha per oggetto di determi-nare la composizione ed anche le pro-porzioni dei suoi elementi, investiga ilminerale puro e scevro d’ ogni miscu-glio, e richiede molte cure, molta saga-cia, ed una somma esattezza. Diverso è1’ uso dei caratteri chimici, limitandosi ariconoscere la natura del minerale inmodo semplice, facile e pronto, peraltropreciso e sicuro, affine di classificarli nelgenere e nella specie cui appartengono.Buco importa che sieno o no mescolatia sostanze straniere, purché si pervengaa conoscerne il principio dominante dalquale dipende il posto che debbono oc-cupare in una classificazione.
Si possono ammettere tre sorta dicaratteri chimici: quelli che traggonsispontaneamente dal minerale, e agisconodi per sè stessi sui nostri organi ; quelliche si manifestano per la semplice alte-razione che fa loro provare una tempe-ratura più o meno forte; quelli che infi-ne risultano dalle mutazioni operate utiminerali dai cosi detti reagenti.
Il sapore. Il rame, il (erro, lo zinco,allo stato metallico, e massime allo statosalino, manifestansi pel loro sapore nau-seante, astringente o stittico. I sali di-sciolti nelle acque minerali si riconosco-no dal sapore salato, amaro, acido odalcalino di esse.
L'odore. Il ferro, il rame e i loro mi-nerali, hanno un odore lor proprio, ba-stante a fargli riconoscere; più d’ordina-rio 1’ odore si manifesta nei minerali,stropicciandoli, percuotendoli, riscaldan-doli. Colla percossa, certi marmi svolgo-no un odor fetido d’idrogeno solforato:fcol calore, il solfo, l’arsenico, ec. esalanoun odore particolare che ne svela la finoesistenza : talvolta basta il fiato umi-