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do, come nelle argille ocracee a svol-gere 1’ odore.
Ma i caratteri chimici scoperti daisensi sono in piccolo numero, se si pa-ragonano a quelli che ottengousi dal ca-lore e, soprattutto, dai reagenti.
Il calore non agisce sempre allo stes-so modo sui minerali: talvolta distruggela forza di coesione soltanto senza alte-rarne la natura; l’antimonio solforato sifonde, il mercurio solforato si volatiliz-za, senza alterarsi. Altra volta esso alterail minerale e distrugge l'affinità de’suoicomponenti. Esso volatilizza il solfo el’arsenico, ch'entrano come parti costi-tuenti di alcuni solfuri e arseniuri. Il ca-lore anche, fondendo alcuni minerali lacui decomposizione è complicatagli de-compone e formatisi altre combinazioni;quindi i caratteri allora ottenuti sono dipoco conto.
Tra i diversi metodi usati a speri-mentare l’azione del calore sui mineralisi adopera il cannello principalmente.
( Y. CA>!»EI.I.O FEUHCMlNATOlUi) ).
I risultati che ottengonsi coi reagentie coi fondenti per riconoscere i mineralisono molti, e di grande importanza, alpari di «quelli del cannello. Potrà il leg-gitore consultare gli articoli fondesti edocimastica , dove se ne trattò diffusamente.
Allorché col mezzo «lei caratteri fisicie chimici si sono bastantemente cono-sciuti i minerali, rimane classificarli. Imetodi o i sistemi di classificazione sisuccedettero in buon numero.
I più antichi di questi sistemi era-no unicamente stabiliti sui caratteri esterni, come quelli di Wallerius di Cron-sted, di Kirvan, ec. Gli altri stabiliti adun tempo sui caratteri esterni e sullachimica composizione , come quelli diWerner ed Ilaussman ; i più recentisono esclusivamente stabiliti sulla com-
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posizione chimica, come quelli di Ilavqe di Berzelius .
I molti caratteri che offrono i mine-rali rispetto alle loro classificazione, sipossono distinguere in essenziali ed ac-cessori. Diconsi essenziali quelli chetraggonsi dalla forma delle molecole inte-granti e dalla chimica composizione. Peraccessori s’ intende la durezza, il pesespecifico, la struttura, il colore, ec. Deidue caratteri essenziali, quello della lorocomposizione è il solo fisso e invariabi-le : ciò almeno risulta dalle sperienze «liMitscherlich. Secondo questo valente os-servatore, la stessa forma cristallina è in-dipendente dalla natura chimica degliatomi, essendo essa determinata dal nu-mero e dalla posizione relativa di questiatomi. Una base può sostituirsi ad un’al-tra base in una composizione salina; peresempio la stronziana può sostituirsi al-1’ ossido di piombo, senza che la formadel cristallo sia cangiata, purché il nu-mero degli atomi sia Io stesso in ambi-due i cast Si può parimente, in alcunecircostanze, senza mutar la forma al cri-stallo, sostituire p. e. I’ acido solforicoall’ acido arsenico, serbata la condizioneperaltro che il numero degli atomi sia lostesso. D’altro canto, due porzioni di unmedesima corpo semplice, in istato pu-ro, p. e. due porzioni di solfo, offronoforme diversissime, se 1’ uno cristallizzaper raffreddamento dopo la sua fusione,e l’altro per l’intermezzo del carburo disolfo. Questa incostanza nella forma cipersuade vieppiù «li dare la preferenzaa’ caratteri chimici, siccome i soli da u-sursi come essenziali e fondamentali nellaclassificazione. Ciò posto 1’ individuo iumineralogia sarà come l’individuo chimi-co, la riunione cioè di un certo numero dielementi nelle medesime proporzioni, uin altri termini, 1’ individuo mineralogi-co non è che la molecola integrante