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Tomo IX.
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Meteo insegnamentonazione jiei loro lumi e per la loro capaci-tà, (ianno il primo impulso nei loro scrii-li. Le ingegnose invenzioni, le slesse teo-rie che scuopronsi nelle scienze, sonogerini che fecondano I industria, ma que-sti germi sterili rimangono se il popolonon è istruito. D’ uopo è bene che illetterato si ponga ne’ propri scritti aportata dell’ operaio, ma è pur d’ uo-po che questi sia in istato d’intenderlo.L’istruzione ch’egli aver deve può ac-crescersi o no secondo le circostanze el'individuale intelligenza, ma nulla si [inoattendere da colui che non sa leggere,o scrivere, nè fare i più semplici conleggi. E quindi un bisogno d’ ogni na-zione industre possedere questi primi e-lementi d’ogni istruzione ; e diciamo dipiù è dovere del governo il darglieli. Sia-mo per certo lontani dal contestare i diritti, il potere del principe, l’autorità deiministri, il rispetto dovuto ai loro ordinima per prezzo di tanti sacrifizii fatti dalla nazione, qualche cosa ad essa pure èdovuto, e I’ istruzione popolare è senzadubbio uno fra i principali di questi debili, ed è il soggetto appunto che prendiamo a trattare.

Fra tutti i mezzi d'istruire il popolo,Talea dire, per insegnargli a leggere, scri-vere, e calcolare, certo il più pronto edeconomico è quello inventato in Francia da Pollet : indi con poche diversità in-trodotto in Inghilterra da Bell e Lanca-ster. Questo metodo è conosciuto sottoil nome di mutuo insegnamento, da ciòche il maestro nulla insegna, ed i ragaz-21 s istruiscono fra loro, nè un capo vi

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cale diverse tavole paralelle, ed alcunepanche ; sul davanti è il luogo riservaloal maestro. I ragazzi distribuiti per clas-si, secondo i vari gradi d'istruzione, en-trano nel recinto appaiati e camminandoregolarmente di passo : ogni classe o se-zione vieti presieduta da un ragazzo piùistrutto di quelli cui deve comandare ;egli dicesi monitore. Ciascuno si collocaal proprio banco, e tutto viene eseguitoa tempo dato secondo i segni del mae-stro ; poiché è da osservarsi aver dimo-stralo l’esperienza che coll’ eseguire qual-iujai movimento a modo di esercizii mi-ilari, si divertono i ragazzi, acquistanoabitudine di ordine, sviluppano le pro-prie forze, e si economizza il tempo. Po-scia i monitori vanno dal maestro a pren-der la bacchetta, segno di temporariu au-torità ; poiché ciascuno può divenir mo-nitore alla sua volta, e le tavolette stam-pate dove sono le parole da dettarsi ;quindi un ragazzo (il monitore generale)dà il segno perchè cominci la dettatui a.

Ogni monitore detta una parola nel-la quale il numero delle lettere e del-le sillabe è proporzionato ai mezzidella propria classe. I ragazzi scrivonosubito questa parola, non già con penneed inchiostro, poiché soltanto i più de-stri allievi che compongono l’ottava clas-se possono servirsi di penne, ma gli alniper economia scrivono so tavolette qua-drate d’ardesia con matite dure. La det-tatura si fa per ordine ; vale a dire comin-cia il monitore della prima classe, indisubito quello della seconda ec., e sicco-me 1’ abilità dei ragazzi è proporzionata

è necessario, che per mantener l’ordine, |a 11a difficoltà della parola da scriveisi,regolare le ore degli esercizii, i premi i.vuoisi egual tempo al ragazzo della pri-gastighi. Cerchiamo in poche parole da-|U>a classe per delineare una solo letterare una idea di questa maniera d’ istru- ; quanto a quello dell ottava per iscriverezinne. luna parola ili Ire sillabe. Quindi appena

In una sala di grandezza proporzio-;la dettatura dell’ ottava classe è finitanata al numero degli allievi, sono collo- quella della prima ricomincia, e così iu