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Tomo IX.
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7 6 Nitiuti

acciocché non abbia una tinta verdastrala si tiene più lungo tempo al fuoco perdecomporre il nitrato di rame, nel qualcaso l’ossido di rame interposto comuni-ca alla pietra infernale una tinta più ne-rastra. Disciogliendo questo nitrato d'ar-gento nell’ acqua stillata, feltrando la so-luzione, e disciogliendo il residuo con unpoco di acido nitrico, si riconosce la esi-stenza del rame dal suo colore azzurro,che rendesi ancor più manifesto aggiun-gendo dell’ ammoniaca in eccesso.

Una frode bea più biasimevole e piùfrequente oggidì è 1’aggiungere del nitrofuso insieme col nitrato d’argento. Que-sta frode è facile a riconoscersi perchèlasua spezzatura, invece di essere cristalli-na e radiata, è liscia e omogenea. Perassicurarsi dell’ esistenza del nitro se nediscioglie una quantità determinata, e siprecipita l’argento coll’acido idrocloricoin leggero eccesso: si feltra il liquore,sievapora a secchezza, e si ottiene il nitra-to di potassa aggiunto.

Il nitrato d’argento secco è forma-to di

Proust BerzeliusAcido nitrico . . 3 o ,5 3 i, 8 i

Ossido d’argento. 69 ,5 68,19

Due parti d’ argento producono sem-pre in pratica 3 parti di pietra infernale.

Il nitrato d’argento possedè, come tuttigli altri nitrati,la proprietà di decomporsial fuoco: la sua base si ripristina com-pletamente, avendo essa poca affinità perl’ossigeno. Continuando a riscaldare ilnitrato d’argento svolgousi dell’ossigeno,dell’acido nitroso, dell’ azoto, e rimanefinalmente dell’argento metallico. Si ri-corre talvolta a questo carattere per ri-conoscere la esistenza del nitrato d’ ar-gento, ponendone una particella sopra uncarbone ardente. Una proprietà del ni-

Nitrati

Irato d’argento è quella di annerire lesostanze organiche : produce dapprimauna macchia grigiastra, poi azzurra, edinfine nera, che resiste a tutti gli agenti :se ne fa uso per imprimere sopra le stolìeun segno indelebile ( V. inchiostro ). Siadopera anche da molto tempo per anne-rire i capelli. Col nitrato d’argento com-ponesi quel liquido venduto a carissimoprezzo sotto il nome d’ acqua di china.Adoprasi a tale oggetto il nitrato cristal-lizzato, e sarebbe preferibile il nitratofuso per non esporsi agli accidenti chepuò produrre un eccesso di acido conte-nuto nei cristalli.

Il nitrato d’argento disciolto è il rea-gente più sicuro per conoscere resisten-za dell’acido idroclorico, o d’un idro-clorato, attesa la grande insolubilità delcloruro d’argento che ne risulta. Quan-do un liquido precipita in bianco per1’ aggiunta di qualche goccia di nitratod’ argento, e il precipitato non sia solu-bile in un eccesso di acido nitrico, è cer-ta 1’ esistenza dell’acido idroclorico. Raccogliendo il cloruro, si determina la quan-tità d’ acido esistente.

Lo zinco, il ferro, e più anche il ra-me, precipitano l’argento allo stato me-tallico, della quale proprietà ne profitta-no le arti per separarlo dai metalli cuitrovasi unito o. per ottenere una verainargentatura.

I chirurghi adoprano il nitrato d’ ar-gento come un caustico de’ più energici:lo introducono in una specie di porta-matita pei- evitar di toccarlo, e di tin-gersi in nero le dita. Si tocca leggermen-te la parte inalata che vuoisi cauterizzarecoll’ estremità inumidita della pietra iu-jfernale; dopo di che si asciuga la pietrae la si rimette a suo luogo. Per intro-durre questo caustico nelle cavità pmristrette, lo si discioglie, e se ne bagnala cima di un lungo ago d’ argento, col