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verticalmente, e nel fondo ponesi un let-to di paglia ; vi si adatta nella parte piùbassa una cannella, che versa in un ser-batoio comune. Disposta cosi ogni cosariemponsi colme le botti di materie ni-trose, poi versasi dell’acqua in tutte quel-le della prima fila, se ne mette quantane posson capire. Dopo 12 ore circa dimacerazione, apronsi le cannelle ed il li-quido cola nel serbatoio. Si chiudono dinuovo, e si procede ugualmente ad unaseconda liscivazione, tenendovi F acquasoltanto tre quarti di ora : finalmente sifanno altre due liscive, tenendole separa*te. Si riempiono le botti di nuove mate-rie. Finito il lavoro sulla prima fila dibotti, si passa alla seconda, e in vece diadoperar acqua pura adopransi le dueprime liscive ; si passa così successiva-mente sopra nuove materie finché segna-no da ia a 14 gradi: allora soltantovengono evaporate. Distinguoosi le lisci-ve in tre qualità, quelle che segnano da12 a 14 gradi, atte all’ evaporazione :quelle che segnano 4 graili, e finalmentequelle che ne segnauo da 1 a 2 soltanto.Perciò le prime liscivazioni si fanno colledue più forti, e le seconde colta più de-bole: soltanto F ultima liscivazione si facon acqua pura.
Essendo tutti questi nitrati a base dicalce e di magnesia, è necessario ridurliin nitrato di potassa. Il metodo più sem-plice è aggiungervi del sottocarbonato dipotassa in quantità sufficiente, la qualecombinasi coll’acido nitrico, e la calce ela magnesia rimangono precipitate.Dopociò il nitro è formato. II prezzo della po-tassa non permette sovente di adoperar-lo. Adoprasi in sostituzione il solfato dipotassa che trovasi a bassissimo prezzoottenutosi nella fabbricazione dell’ aoidonitrico. Ma è da notarsi che questo salenon decompone che il solo nitrato di cal-ce. Perciò »’ incomincia dal convertir il
Nitrati
nitrato di magnesia iiMiitrato di calce ag-giungendovi calce in quantità bastanteper separarne tutta la magnesia.Allora siaggiunge al nitrato di calce una soluzioneconcentrata di solfato di potassa, avver-tendo di metterne 100 parti dove ne oc-correrebbero 79,3 disottocarbonato.Pro-ducesi un solfato di calce meno insolu-bile, e perciò meno facile a separarsidel sottocarbonato di calce.
Siccome il solfato di potassa prove-niente dalle fabbriche di acido nitricoe solforico contiene un leggero eccesso diacido solforico, è indispensabile saturar-lo con sufficiente quantità di calce.
Adoprasi anche un altro metodo cheha il vantaggio di render utili dei saggiche non sarebbero di alcun uso. Si uni-scono insieme g 3 parti di miniato di po-tassa e 89 di solfato di soda : formasi al-lora un solfato di potassa ed un muriatodi soda, e siccome sono ambidue solubi-li, rimangono disciolti nel liquore. Tut-tavia, aggiungendo questo miscuglio nel-le liscive di nitro, come nel caso pre-cedente,avviene, come se si versasse sem-plicemente del solfato di potassa, collasola differenza che rimane del muriato disoda nella dissoluzione.
Si fa evaporare il nitro in caldaie di ra-me il cui fornello è costrutto in modo che ilcalore eccedente riscalda un’altra caldaiacontenente la stessa lisciva di nitro, laquale si fa colare nelle prime a propor-zione che si evapora.
Si fa bollire il liquore, e allora vengo-no alla superficie delle spume che si tol-gono e si mettono in una tinozza a sgoc-ciolare. Continuando l’evaporazione, de-pongonsi dei carbonati di calce e di ma-gnesia, se si adoperò il sottocarbonato dipotassa, e deponesi del solfato di calcese usasi il solfato di potassa. La maggiorparte di questo precipitato cade in unbacino che mettesi al fondo, e che si può