Noce
altre materie coloranti ( V. olio, pit-
TUHA ).
Il prodotto più importante che si ri-tira dal noce è il tronco dell’ albero chevendesi fino a ioo ed anco i 5 o franchiquando sia perfettamente sano e regolare. I carrozzieri non possono far a me-no di questo legno, che è dolce, flessibi-bile, fornisce tavole larghe e sottili, sicurva al fuoco in ogni forma, riceve unbel pulimento, non isbieca, ec. Gli ebanisti, tornitori, falegnami, scultori, ec.apprezzano molto il legno di noce neiloro lavori. Perchè quest'albero acqui-sti tutta la sua perfezione non devetagliarsi prima dei Co anni . Il nocesecco ha il peso specifico di 0,671 comel’olmo : vale a dire 671 millesimi d’un’egual volume di acqua, o alquanto più didue terzi; si calcola che un piede cubodi questo legno pesi 42 libbre, e un de-cimetro cubico sei ettogrammi.
Quando le noci sono ancor verdi etenere, se ne fa un liquore chiamato ro-solio di noce che densi per istomatico.Dodici noci, alquanto stiacciate, messe ininfusione per tre settimane in un litro diacquavite, producono questo liquore chepoi si decanta, s'addolcisce con zucche-ro, e si filtra. Il mallo bollito riducesi inuua specie di pasta buona a dipingere ipavimenti di legno delle stanze. Si sten-de questa pasta, si lascia seccare, si sco-pa, s’incera e si strofina. Il mallo dellenoci da anche un colore che i falegnamiadoperano per lignere il legno bianco.
(Fr.)
NOCE. Frutto del noce ( V. questaparola ).
Si dà pare il nome di noce a variefrulla legnose, come quelle dell’ accaiù.del cocco, del pistacchio, ec. La noce digarofano è il frullo del ravenala ; la no-ce moscata è il seme di un albero ; lanoce vomica è quella dello strycnos cheDiz. Tecnol. T, IX.
Nocella gj
dicesi fava di S. Ignazio. Si dà impro-priamente il nome di noce di galla aduna escrescenza legnosa prodotta soprauna specie di quercia da un insetto (V.galla). (Fr.)
* Noce. Nell’ armi da fuoco , dicesiquel pezzo di ferro sul quale si posa lamolla per farla scattare.
NOCELLA. Ogni volta che una par-te convessa gravita sopra una concava,cui sia annessa in modo da permettereall’ una di girare sull’ altra, dassi a que-sta unione il nome di nocella. Spesso visi adatta una vite di pressione, per au-mentare a volontà I’ attrito, e rendere ilmoto più difficile ed anche impossibile.Il modo di dispone questa unione variasecondo i casi in cui è impiegato ; quiu-di descriveremo le nocelle più comuni.
Nocella del grafometro e dellabussola.
Alla parte inferiore dello strumento viè un corto fusto (Tav. VII delle Arti fi-siche , fig. 12) terminalo da una palla diottone O; il cilindro d’ottone LN è ter-minato da due emisferi EE. Sono questidue diversi pezzi concavi, l’uno dei qua-li fa corpo col cilindro NN, 1 ’ altro è li-bero ed opposto al primo con la suaconcavità. Fra questi due emisferi apertilateralmente,entra la palla O, e vi è stret-ta come fra due ganasce,mediante la vitedi pressione M che avvicina l’una all’ al-tra. Siccome il cilindro L è scavato aguisa di doccia, vi si fa entrare la partesuperiore P d’un piede che è un cilindrodi grossezza conforme all’ incavo delladoccia. Un’altra vite di pressione Nferma la nocella sul piede P. Ognun vedeche svolgendo la vite M, si rende allapalla la sua mobilità fra i due emisferi,locchè permette disporre in ogni dire-zione orizzontale, verticale od obliqua,
i3