Numeratore
continuo ( V. movimento ) si può facil-mente adattare uno dei precedenti nu-meratori ad una macchina di cui si vo-gliano numerare le oscillazioni, e viceversaè facile adaltaread una macchina di rota-zione il numeratore proprio di va-e-vieni.
Gli orologiai dicono numeratore unamacchina per fissare esattamente brevis-sime durate. Un pendulo a semi-secondifa abbassare ad ognuna delle sue doppieoscillazioni un martello che batte soprauna campana, in maniera che odesi unsuono ogni secondo; le frazioni si calco-lano approssimativamente. Le perditenel moto del pendulo cagionate dallaresistenza dell’ aria, dell’ attrito e dalmartello della campana, sono compensateda una molla o peso motore che agiscesopra una ruota che comunica col pen-dulo, come i soliti scappamenti.
Rieussac diligente orologiaio si è pro-posto d'ottenere le frazioni dei secondicon un meccanismo suo particolare; egliha inventalo un numeratore portatileche permette di calcolare queste frazioniesattamente.
Le ruote anziché far girare un indiceche segni i secondi sopra un quadrantefisso, siccome avviene comunemente ne-gli orologi, fanno eseguire un intero giroal minuto al quadrante stesso. Verso1 orlo di questo quadrante mobile, e inuno dei punti del contorno della scatola,4 posto un piccolissimo scodellino pienod inchiostro da stampa; il fondo di que-sto scodellino è forato d’un piccolo buco,per cui 1’ inchiostro non può scorrereper la sua consistenza ; sotto a questofornellino è un dardo, specie di punta sol-idissima, che fissa in cima ad una leva,deve, quando si prema un bottone late-rale, abbassarsi, immergersi nello scodel-lino, infilarne il foro che è al fondo, èportar 1’ impronta di inchiostro in unpunto del quadrante mobile. Il luogo ove
Numeratore n>9
è questo punto pcmelte giudicar delsecondo, ed anche della frazione di se-condo a cui la leva fu mossa, aiutandosicon la lente per valutarla.
Il meccanismo di questo numeratoreè ingegnosissimo, non essendo costosoperchè poco complicato e adempie be-nissimo al suo uffizio; ma ruote destinatea sostenere il peso d’un quadrante mo-bile non sono suscettibili di molta esat-tezza. Per conseguenza se la frazione disecondo data da questo numeratore ot-tiensi facilmente, non è,lo stesso del tempoassoluto; bisogna assai spesso confron-tare il suo andamento con un regolatoreper sapere di quanto si affretti o ritardi.Altre cagioni alterano ancora la esattezzadi questa macchina, come l’azione delmotore, quella della leva ec., e il suo ef-fetto non ha prontezza bastante. Breguel,di cui le arti piangono la perdita, pensòdi fare un numeratore che avesse la esat-tezza d’nn cronometro, ed ecco in qualmodo vi riuscì.
Il quadrante è fisso e tiene al solitogl’indici delle ore, minuti e secondi che sipresentano ai diversi punti d’un quadrante diviso in 6o parti eguali. L’ in-dice dei secondi AB (fig. 8) porta al-l’estremità il piccolo scodellino B bucatoal fondo, e pieno d’inchiostro da stampa.Questo scodellino è simile in tutto a quel-lo di Rieussac, ma è mobile con l’indice.Sopra a questo, e nel verso della sua lun-ghezza, è una piccolissima molla mn, unacui estremità tiene il dardo n al disopradello scodellino, e l’altra estremità m èfissa all’indice. Un tubo P»i tiene unaimbasatura P su cui pesa la leva motri-ce, che fissa il momento in cui deve farsil'impronta. Ponendo la leva in azione avolontà dell’osservatore, al punto stesso ildardo m s’immerge nello scodellino, esegna un punto sul quadrante che restafermo.