l3tP NuMKHO DENTI ^D.VIEIH) DENTI
Il meccanismo dì Péqueur è un’ima- altri pure, che alcune equazioni indeler*ginazione tanto ingegnosa che abbiamo minate si possono ridurre ad uua l’ormacreduto doverla fare conoscere in que- pressoché aritmetica, e con ciò giovar me-sto luogo, sebbene non sia mai stato co- glio alle arti umane. Basterà l’esempio che
struito in modu soddisfacentissimo. Ledifficoltà nell’eseguir l’apparato ne ren-dono la costruzione incerta; e se vuoi-si conservare alle frazioni la loro pri-mitiva e vera grandezza perdesi questovantaggio perchè i movimenti sono me-no precisi. Infatti, i penduli costruiti conquesta teoria non vennero giudicali de-gni di preferenza a confronto di quelliche trascurano qualche piccola frazionedi tempu. Nondimeno, siccome la manod’opera si perfeziona ogni giorno, nondevesi disperare di trar ben tosto van-taggio da un’invenzione tanto ingegno-sa. Convien iuoltre riflettere ch’essendoil meccanismo perfetto in teoria, potras-ji applicarlo in altre circostanze , e sel’orologieria non dee ammetterlo, essonullameoo può divenire interessante peroltre applicazioni. ( Fr. )
** Considerando di quanta importan-za sia la divisione aritmetica della den-tatura delle ruote, e quanto di frequentene abbisognino i macchinisti, non possoobliare la somma difficollà che ci offre ildottissimo autore del presente articolopolla ingegnosissima idea sua di risolveretutti i quisiti di tal fatta con un’equa-zione indeterminata, pag. 117. Primieramente i macchinisti non sanno risolveresimili equazioni, e tra noi, se non ricor-rono a qualche università , non trova-no chi ne risolva ; inoltre, la risoluzionerichiede sempre moltissimi tentativi perla difficollà di trovare valori risolvibiliin fattori convenienti alle dentature. An-che in questo caso io osservo, come in
è inutile , e basta che i raggi delle ruotesieoo uel rapporto dei numeri dei denti, ilche determina la distanza degli altri pre-scindendo dalla loro posizione assoluta.
io mi restringo di offrire; e per dar corag-gio al mio lettore di esercitarsi nella re-gola che gli presento, otterrò coll’aritme-tica i medesimi risultati già ottenuti al-gebraicamente.
I due numeri di denti delle due ruoteproposte sono 36oo e 4 2 5a4, che dire-mo x ed y. Si ha dunque il rapporto
4z5a4 _
I 1,8 I 223 . . . .
3 600
y
X
Si prenda per y un valore arbitrariop. e.y”256 ;saràxzzza56 X * 1 *,8 1 222
42034 .
“3 o 24- Quindi al rapporto—- si
36oo
sostituirà l'altro rapporto
3oa4
TòtT'
Il mas-
simo coraun divisore è 16, sicché la fra-189
zione riducesi a ■
16
ch’è la stessa ot-
tenuta algebraicamente, pag. 118.
Prendasi invece per y un altro valo-
re, per esempio il 140G. Avremo
i 4'di
-—1 r ,8 1 222, ed 4°6X 11,81222
ZZli6Go8. Quindi al dato rapporto
43524
-si sostituirà l’altro rapporto
3Goo
16G08
1 406
visore è soltanto il 2, la frazione riduce-83o4
. E siccome il massimo comundi-
703
ch’è appunto la stessa ottenu-
ta algebraicamente, come prima, pag. 1