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ria per galleggiare, giacché un corpo im-merso perde una parte del suo pesouguale a quello del volume di liquido cheei sposta ( V. fluidi ).
I quadrupedi sono per tale oggettomeglio organizzati di noi, la loro testaessendo più piccola, men piena, e di mi-nor densità; la natura, rispetto ai loromovimenti, ue collocò il centro di gra-vità differentemente, e nel nuoto la lorotesta sporge fuor dell'acqua quasi sen-za veruna fatica; quindi essi nuotanosenza esserne ammaestrati. I loro mo-vimenti nell'acqua sono presso a pocoi medesimi del camminare : ma 1’ uomonon può stare a galla sull’acqua se nonfacendo alcuni movimenti adattati cheformano un’arte; eccetto il caso cheei sivalga di mezzi artificiali per alleggerireil suo corpo, e porlo in equilibro nell’a-cqua in modo che la testa rimanga sem-pre sporgente. Qualche fascio di giun-chi posto sotto il petto, o due vescichegonfie d'aria legate ai due capi d’ unacorda che passi sotto le ascelle, sono imezzi più semplici; s'immaginarono de-gli scafandri ingegnosissimi, che descri-veremo a quella parola.
Trattiamo adunque dell'arte del nuo-to, e prima della più comune. 11 nuo-
Bhaccia
i.° Poggiate le palme delle mani controI' acqua, descrivendo un circolo;a.° Slanciate innanzi mani e braccia.
3 .° Rimanete con le braccia stese all'in-nanzi.
4 ° Rimanete fermo.
Da capo
Tutto ciò è semplicissimo, nè si stamolto a farlo macchinalmente, e senzapensarvi neppure; ma nel principio rie-
Nuotatore
jtatore deve essere totalmente steso sul-l'acqua, e fare nello stesso tempo i motiche indicheremo con le gambe e con lebracia. Quelli delle gambe si fanno in Iretempii i.°si piegano i garetti, avvici-nando le calcagna alle natiche; 2.° slan-ciansi rapidamente insieme le piante deipiedi a destra e a sinistra come se fos-sero spinte dallo scattar d’una molla, inmodo di batterle contro l’acqua; 3 ° siriavvicinano le due gambe stese; questaultima azione è la più importante e lapiù diffìcile. Le mani frattanto rimango-no sempre aperte colle dita congiunte ;al momento in cui si dà il colpo co' pie-di le braccia allungansi all’innanzi colledita stese, e spesso con le palme postedi contro; durante il terzo movimentodelle gambe, quello cioè con cui le siriavvicinano, le braccia rimangono lese;poscia, piegando i polsi, e riavvicinandoi gomiti al corpo, si fa percorrere allemani un piccolo cerchio, poggiandosicon le palme contro l’acqua. Questo cer-chio descrivesi contemporaneamente allaprima azione delle gambe-
Questi movimenti ripetonsi con lo stes-so ordine, e si devono fare a tempo: ec-co il quadro delle loro correlazioni.
Gambe
i.° Piegatei garetti;
a. 0 Date il colpo co’ piedi, a destra ea sinistra.
3 .° Ravvicinate le gambe stese.
4.0 Rimanete fermo.
Da capo
sce difficile. R motivo per cui quelli cheapprendono a nuotare tardano a riusci-re, è una tema che l’acqua ispira lotoj