Nuotatore
impedendo che regolino i movimenti, (iche non fanno quello che vogliono. Spes-se volte anche non s’ intende a dovereil vantaggio delle regole ; spieghiamolequindi chiaramente.
Il secondo movimento dei piedi, cheè il più naturale, e quello che non omet-tesi mai, spinge innanzi il corpo; il terzo,come pure 1' allungar delle braccia, hal'oggetto di raccogliere il corpo e le mem-bra in una linea allungata, propria a fen-der I’ acqua, ed a trac profitto dall' im-pulso ricevuto ; nè bisogna aver timored'immergere il viso nell’ acqua fra lebraccia stese, giacché si opporrà al li-quido minor superficie, e si cammineràpiù presto. I circoli che poscia descri-vonsi con le palme delle mani, sostenen-do sopr’ acqua la parte anteriore, per-mettono di farne uscire la testa ; alturarespirasi, e provvedesi il petto d’ariapel tempo del rimanente movimento ; esi osservi che questi cerchi descrivonsiappunto nell 1 atto di piegare i garetti ;questa piegatura, necessaria per dar poiil colpo con le piante de’ piedi, nuoce alnuoto, poiché le cosce nel piegar i ga-retti presentano all' acqua una resistenzain direzione opposta al movimento chesi vuol produrre.
Quando cominciasi ad imparare, sicrede dover nuotar meglio spesseggian-do i movimenti, ed invece è l’opposto ;se, subito dopo aver dato un colpo al-1 acqua colle piante, si ha fretta dal dar-ne un altro, non si approffita dell’ im-pulso, giacché nel piegare le cosce si di-strugge in parte quanto si è fatto. Il se-greto del nuoto consiste nel ben riavvi-cinare le gambe stese e lasciarle in talestato fino a che si conosca finita l’azionedell impulso, e stare nello stesso tempocon le braccia vicine e stese all'innanzi ;'tutto consiste nel ben conservare il tempodi riposo di queste quattro membra. Gio-
NuotatohB ioò
va pure piegare i piedi all’ articolazionedella uoce in mudo di presentare la piani jinteramente quando si colpisce 1’ acqua,e abbassare invece la punta del piedenegli altri movimenti. I principianti, persoverchia tema non si coricano quantooccorre sull'acqua, ed allora presentanoa questa una tal superficie che non vi sipossono muovere nè soslenervisi ; fan-no pure i circoli con le mani troppograndi, quest' azione non essendo utileche per lasciar respirare; lascia sollevareil capo, ma sostiene poco il corpo. Quin-di non bisogna piegar molto le braccia.
Nuotasi anche in ischiena, locchè ili-cesi fare la tavola. Basta a tale effetto e-seguire con le gambe in tre tempi i mo-vimenti che abbiamo descritti; il volto,girato verso il cielo, non presenta verunadifficoltà al respirare. In tale posizionesi può far a meno di valersi delle mani ;le braccia sislendono poggiandole lungole coste, e ponendo le mani sulle coscie ;talora però adopransi auche le braccia aguisa di remi ; quando si fa il morto lemani comprimono I' acqua con la [ialina,le gambe sono unite l'una all’ altra, al-lungale ed immobili.
Nel passeggio , il nuotatore è coricatosul ventre come nel nuoto comune, e lesue gambe agiscono alla stessa guisa; male braccia si muovono in modu affatto ,diverso, ciascuno di essi uscendo a vi-cenda dall'acqua per portarsi più innan-zi, e rientrarvi. Ecco la maniera d'agire ;una mano, spingendo l'acqua, dirigesiverso i fianchi ed esce all’iudietro men-tre le gambe stese si riavvicinauo ; poscialo stesso braccio allungato, sfiorandola superficie del liquido senza toccarla,muovesi innanzi, e rientra nell acqua.Allora si piegano i garetti, e si dà
I il colpo co’ piedi rimanendo con lebraccia stese all' innanzi ; I' altro bracciocomincia a fare il suo movimento per