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Tomo IX.
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14® Ocre

inferiore delle altre due, al cui confrontoè <li cattiva qualità; la si calcina in granparte sid luogo stesso dell’ escavazionee cunverlesi in ocra rossa.

Si fa gran uso di un 1 ocra gialla dettaterra di Siena . Coll’ arrostimento ohele si fa provare in Italia , ove si scava,acquista un color rosso particolare, dicui 1 pittori si servono specialmente perimitare il colore del legno d’ acaiù. Cosìarrostila dicesi in commercio terra diSiena bruciata.

Nelle pittore a fresco, ed in quelle sullaporcellana, usasi frequentemente un’ocrabruna o terra di ombra , che non si de-ve confondere colla terra d' ombre diBologna ; la quale non è che una ligniteod un legno molto alterato. Quest’ ocraè finissima, e fornisce un colore di bistro.Questo colore, avendo il vantaggio diessere inalterabile al fuoco, si adoperaper dare alla porcellana un color rossa-stro. Il suo nome fa credere che si traes-se una volta dalla provincia d’Umbria ,negli stali romani ; ma fin qui questanon è che una semplice conghietlura.

Klaproth avendo esaminato la terrad ombra, trovolla formata di

Ossido di ferro.48

Ossido di manganese . . 20

Silice. 3

Acqua.i^.

Le ocre essendo dolale del potere diunirsi cogli oli, come colle materie gom-mose, sono adatte alla pittura in gene-rale, e principalmente si adoprano a que-st uso : le più comuni servono nella pit-tura ad acquerello , per dipinger l’ester-no degli edifici!, e dare un color rosso ogiallo ai quadrelli degli appartamenti.'Prima di servirsene, si mescono con unaminor o maggior quantità di bianco diSpagna 0 di meta, lavato e seccato, quo-

Odometro

le si prepara oggidì a Meudon . Si usanopure le ocre per la fabbricazione dellecarte tinte. Le ocre più fine di un colorevivace son riservate per le pitture dimaggior pregio (V. l'articolo ocra di M.Brard nel Dizionario delle scienze na-turali). L*****h.

OCULARE. La lente d’ un cannoc-chiale o d’ un microscopio cui si appli-ca I’ occhio per vedere gli oggetti. Aquegli articoli abbiamo indicalo che l’o-culare decompone e disperde I3 luce alpari dell'obbiettivo, e che le imagini so-no più o meno colorate, anche quandoquest’ ultimo è acromatico. Ma sicco-me tale diletto è tanto più incomodo,quanto più da lungi si riuniscono i rag-gi luminosi, o a quanto maggior distan-za si veggono, così non si ha la cura direndere gli oculari acromatici, poiché es-si tendono anzi a scemare la divergenzadei raggi. Adoperando però invece d’ unsolo oculare per lo meno due, si riesce atogliere questo difetto come abbiamo ve-duto nel descrivere gli oculari a duelenti di Campani e ili Ramsden ( T. Ili,pag. 3yi e 38 1 ). Nei cannocchiali ter-restri si impiegano quattro oculari, maper raddrizzare le imagini che altrimentisi vedrebbero rovesciate come succedenei cannuo-hiali astronomici e ne’ tni-scroscopii composti. (Fr.)

ODO METRO. Stromento destinatoa misurare la strada percorsa. Il conta-passi è una specie di odometro. Descri-veremo un odometro proprio ad esserefissato ad una vettura e a misurare ladistanza itineraria che essa percorre.

Vedesi questo nella fig. q, della Ta-vola XIII ilclle Arii Jisiche : è una ruo-ta il cui diametro è conosciuto, e che ,[ter maggior facilità, scegliesi tale chela circonferenza sia uguale a un numerointero d’ unità. Se. per esempio, il diame-tro sarà di g 5 eenliuit'tri e mezzo, la cir-