Oli
saponificazione, quantunque sieno acidi’e solidi come, quelli degli oli di uliva edi lino, ne differiscono per alcune pro-prietà, e specialmente per quella di (or-nire un acido grasso che, separato dallapotassa coll’acido idroclorico, non è fu-sibile che a i 3o°, mentre gli acidi mar-garino e stearico lo sono a 70 e 6 o°. Nesegue che l’olio di ricino non contieneverisimilme'nte stearina, e che la piccolaquantità di sostanza che deponesi spon-taneamente da quest’ olio , distinta contal nome da Boulron Charlard, è pint-jtosto la sostanza fornita dall'acido po-co fusibile che ottennero Bossy e Le-canou. Questa conghiettura è appoggia-ta al fatto che la sostanza raccolta daBoutron fornisce colla sapouificaziona un
acido meno fusibile dell’arido stearico. ISquali risultati danno argomento a presu-mere che altri oli ancora potrebbero of-frire altre differenze, e perciò non con-viene definitivamente riguardare tutti glioli composti a questa maniera.
Composizione elementare degli oli.
Gli oli fissi, come tutte le materie ve-getali in generale, sono composti di car-bonio, idrogeno e ossigeno. Il carboniovi domina a segno di costituirne i ^ ,l’idrogeno vi è in eccesso rispetto al-1’ ossigeno. Così venne dimostrato dal-l’analisi di 5 oli fissi di Gay-Lussac ,Thenard e Saussure.
Olio.
Carbonio.
Idrogeno.
Ossigeno.
Asolo.
di uliva.
77 . ai
1 3, 35
9. 43
0,
di noce.
79.774
10,570
9 . 123
0,534
di mandorle dolci.
7 7 ,4°5
1 i, 48 i
1 0,828
0,288
di lino ....
76 , 0.4
1 1,35 1
1 2,635
°5
di ricino. .
74,178
11,0 3 4
1 4,588
°>
La piccolissima quantità di azoto tro-vato in due soli di questi oli ci fa dubita-re che l’azoto non sia un principio costi-tuente degli oli; e potrebbesi creder piut-tosto che provenga da sostanze straniere.
Parti de' vegetali ove risiedonogli oli Jìssi.
Quasi sempre nelle sementi esistonoquesti oli, e ne vengono separati collaspremitura. Talvolta l obo condensi nella polpa del frutto, e credevasi generaimente che dell’uìiva soltanto ciò pott ssesi dire. Ma le bacche di tutte le specit idi lauro ne forniscono parimenti, e si ri-, rae nell’ Italia il così dello olio laurinodalle bacche dell’alloro o laurus nobilis.
Ultimamente si prestò attenzione all’oliocontenuto nel corniolo, ignorando forseche Mattioli da oltre due secoli aveva giàdetto che gli abitanti di Trento traevanoda questo frutto un olio che accendeva-no nelle loro lampane. Tranne qualcheeccezione, gli oli fissi si estraggono dallastessa sostanza del seme. Peraltro non èsempre contenuto nella medesima partedi esso, e trovasi nel perisperma od al-bumine, oppure nell’embrione o nel se-me stesso, ec. Gli oli giornalmente usa-ti, come quelli di mandorla e nocelle, difoggio, di lino , di canape, di papave-ro, ec. sono tratti dalla sostanza internadel seme. Trovasi un olio nei semi dimoltissime piante di diverse famiglie :p. e. nel cartamo , nel girasole , nella