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Tomo IX.
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Cu Oli 1 55

Ira materia. Questi sacchi si mettono irì me : I’ inferiore al fondo Consiste in rot-pile gli uni sopra gli altri, in numero di! (ami di noccioli. Togliesi il superioredieciotto, sopra una pietra stozzata di un jcon uno schiumatolo , e lo si fa bollire

pollice e mezzo, con un orlo di due pol-lici, la quale si proluuga al dinanzi in for-!ma di grondaia per ove conduce 1’ oliospremuto in serbatui pure di pietra, trequarti pieni d’acqua. La pressione soprala pila si fa lentamente e gradatamente.L’ olio che cola dapprima così a freddodicesi olio vergine , odi prima qualità: ilsuo colore è verdastro, il colore e il sa-pore ricordano il frutto, ed è ricercatis-simo dai consumatori intelligenti. Quan-do cessa di colare, si tolgono i sacelli, sistritola la pasta a mano o altrimenti, e siversa sopra una quantità d’ acqua boilente, e si assoggetta di nuovo al torchio.L’acqua calda trae seco la maggior partedell' olio rimasto nella pasta, il quale sisuole raccogliere separatamente. Si puòspremere il residuo una terza volta ag-giungendoci ancor dell’ acqua calda. Do-po qualche tempo l’olio più leggero vie-ne a galla dell 1 acqua, e lo si raccoglie.

L’ olio così estratto coll’acqua bollen-te è giallo, buonissimo agli usi comme-stibili: soltanto rancidisce più presto. Leacque donde si trasse I’ olio ne ritengonouna certa quantità che si va separando eraccogliendo alla supeifìcie n proporzio-ne che deponesi la mucilaggine. Questaseparazione si opera in ampie cisterneore raccolgonsi tutte le acque ; esse han-no un foro nel fondo, pel quale si fa co-lar l’ acqua, e conservasi l’olio. Questo èdi cattiva qualità, e se ne fa uso soltantoin alcune arti. La feccia rimasta ne’ sac-elli dopo le tre spremiture, benché secca0 pparentemente, contiene dell’ olio, e losi trae con vantaggio. Si macinano que-ste feccie con un mulino, e si stempera-no nell’acqua: la materia dividesi in duestrati : il superiore a galla dell’ acqua è

con acqua in una caldaia finché sia ri-dotto iu pasta densa; questa pasta simette in sacchi, si asperge d’ acqua bol-lente e si spreme. Ottiensi a tal modomolto olio dal quale si separa uua fecciaabbondante; decantasi l’olio ed usasicon qualche vantaggio.

L’olio d'uliva è torbido da principio;e per depurarlo mettesi in tini in un luo-go la cui temperatura sia di i5°: dopocirca 20 giorni si è deposta I’ impurità erimane liquido. Quest'olio limpido si de-canta, e si mette iu botti di legno duro acompatto, le quali si tengono in luoghifreschi affinchè l’ olio si condensi. Quel-lo che serbasi agli usi comestihili in vasi,o anche in urne di terra verniciate in-ternamente, ogni sei mesi decantasi dal se-dimento che formasi; lo stesso sedimentosi feltra, e quest’olio serve all’illuminazio-ne. Colle feccie s’ ingrassano i porci, «Isi la ardere il fuoco sotto le caldaie.

Si falsifica sovente l’ olio di uliva : néparleremo trattando dell’ olio di papave-ro che adoprasi solitamente a questa fal-sificazione.

II. Specie. Olio di mandorle dolci. Losi estrae dalle mandorle dell’ amygdalusCommunis. Per ottenerla della miglior 1qualità bisogna spremerlo a freddo ; maconviene immergere le mandorle nell’ a-cqua bollente come si pratica per Sepa-rarne la buccia, ottenendosi così un oliopiù disposto a rancire. E' preferibile, pefistaccare la pellicola dalle mandorle, por-le in un sacco di tela ruvida , a agitarlecon forza. L’ olio per la porzione di pel-licola rimasta si trae un poco colorilo,ma non ha I’ inconveniente d’ irrancidiràcon tanta facilità.

Riduconsi le mandorle in pasta in uncomposto di rimasugli di frutto e di se-'mortaio di marmo, oppure sotto un iuù‘