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Tomo IX.
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Or.t

flanella. L’alcoole trattato con quest’oliosi carica dell'odore senza disciorlo.

X. Specie. Olio di ricino. Esso vienefornito dal ricinus communis e dal ricinusamericanus die sembrano due varietàdella stessa specie. Trovansi in commer-cio due sorta di oli di ricino, l'uno checi vien dall’ America , l’altro preparatoin Europa . Quest'olio è denso, giallo-pallido, scolorito. Il suo sapore, benchédolce, lascia nella laringe un’acredine; èleggermente purgativo. Quello di colorgiallo, di sapor acre, devesi rigettare per-chè irrita fortemente lo stomaco e gli in-testini.

Venne attribuito all’inviluppo, poi algerme dei semi, od all’embrione, l’acre-dine che l’olio di ricino è capace di con-traerei ma risulta dalle sperienze di Bou-tron Charlard ed Henry che la bucciadei semi di ricino, bollita coll’acqua e col-l’olio non comunica loro alcuna acredi-ne: che 1’ olio verdastro spermuto daigermi separati dal perisperma non haacredi ne nè proprietà nociva : final-mente che l’olio estratto dai semi spre-muti a freddo, quantunque dolce, conona lunga ebollizione può contrarre unaacredine che conviene attribuire alla de-composizione dei principii dell’olio.

Con questo metodo di ebollizione siestrae l’olio di ricino in America : si pe-stano i semi, e si fanno bollire nell’acquaper 6 ore: trassi l’olio che viene a gallasotto forma d’ una spuma bianca. Si ri-scalda la spuma oleosa per coagulare lamucilaggine e separarne l’umidità: poi sipassa il residuo per una tela fitta. Il li-quore feltrato conviene sottometterlo unaterza volta all'azione del calore per pri-varlo d una ultima porzione di mucilag-gine e d umidità. Cogliendo esattamen-te il punto della separazione, l'olio tro-vasi dolce e poco colorito: oìtrepassan-*Mo, l’olio diviene acre o di color cari-

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co. Perciò la buona o cattiva qualità del-l'olio dipende dalle cure che si hannonella sua preparazione. Col secondo me-todo che si pratica in Europa spremesia freddo la pasta dei semi, e si feltra1 olio che ne cola. Così ottenuto nonpuò variare nelle sue qualità e ne’ suoieffetti. Quindi la più parte dei medici lopreferiscono preparato a questa maniera.

Fonguer farmacista propose recente-mente un terzo metodo che sembra riu-nire la facilità nell' estraerlo, la qualità ela quantità del prodotto. Esso è fondatosulla proprietà che ha l'olio di ricino diessere totalmente solubile nell’alcoole chelo distingue da tutti gli altri oli fissi, iquali non sono che poco o nulla solubiliin questi liquidi, per cui si può farneuso a riconoscere il miscuglio d’ un altroolio con quello di ricino. La stessa so-lubilità dell' olio di ricino nell’alcoole fapresumere esservi una differenza Ira que-t’olio e gli altri oli fusi, del che abbia-mo già fatta parola.

Fouguer dunque imaginò di macinareuna libbra di semi mondati con quattroonce di alcoole a 56 ° e spremere il mi-scuglio in un sacco di tela ; se ne ottie-ne un liquido dal quale si separa l’alcoo-le colla distillazione. Il residuo oleosolavasi con molta acqua, e a dolce calorese ne separa 1’ umidità: poi si feltra.L’ olio così ottenuto è dolce e limpido,e Fouguer assicura di averne tratto da16 once di semi io once di olio.

L' olio di ricino rendesi fluido allatemperatura di 4°° : ad un freddo diai° non si congela. Si assicura che l’oliodi ricino si può spogliare della sua acre-dine facendolo bollire nell’ ecqua ; nonsi potrebbe cosi per altro spogliarlo del-la rancidità contratta. Quest’ olio è so-vente usato in medicina come un dolcepurgativo in dose da i oncia a 4 oncie.Si combina facilmente cogli alcali. Secondo