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si sostanze di poco valore che si unisco-no facilmente con essi, come son gli olifissi, T alcoole, e gli oli volatili di minorprezzo, come quello di trementina. Iprimi si riconoscono facilmente imbe-vendone la carta e riscaldandoli, perchè,1’ olio volatile dissipandosi, rimane sullacarta 1’ olio fisso. L’ alcoole si riconosceessendovi in quantità considerabile, per-chè unito coll’ acqua formasi una nubeche ne manifesta la frode. L’olio di tre-mentina si manifesta facilmente all’ odo-re quando si stropiccia fra le dita, o sene espone uua tela imbevuta all’ aria.
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Estrazione.
Gli oli volatili estraggonsi a preferen-za colla distillazione nell’acqua. Potreb-besi eccettuare 1’ olio di cedro come di-remo parlando di esso. Mettonsi nellacucurbita di un lambicco le piante o leparti di esse dalle quali si vuole trar1’ olio. Aggiungesi quant’ acqua bastaperchè sieno sommerse: si addetta al ca-pitello un serpentino ed un recipiente,e si stilla. L’ acqua, ridotta in vapori,trae seco 1’ olio, il quale non si volati-lizzerebbe da sè che a i5o o i6o°. Glioli meno volatili esigono che aggiungansiall’ acqua delle sostanze saline per au-mentarne la temperatura oltre i roo°.L’ acqua limpida diviene latticinosa raf-freddandosi per la separazione delle par-ti oleose che tendono a raccogliersi allasuperficie od al fondo. A tal uopo si ado-pera il così detto recipiente fiorentinocostruito in modo che gli oli più leggerio più gravi raccolgonsi separatamentedall’acqua. I più leggieri rimangono nelcollo del recipiente, mentre l’acqua colada un tubo laterale ; i più gravi si rac-colgono al fondo, e 1’ acqua si separaugualmente dal tubo laterale. L’ acquaaromatica, trattone 1’ olio si adopera in
Oli
nuove distillazioni ; perchè , essendo sa-turata di olio, se ne ottiene così maggiorquantità.Quando,dopo il raffreddamento,tutto 1’ olio si è riunito alla superficie onel fondo, lo si separa dall’ acqua ver-sandolo in un imbuto il cui tubo sia lun-go e stretto : otturasi il foro col dito, esi lascia passar prima 1’ acqua se 1’ olioè più leggero, o prima 1’ olio se è piùgrave, e a tal modo si separano 1’ unodall’ altro.
Si possono dividere gli oli volatili, ri-spetto alla loro consistenza, in due ge-neri : 1’ uno dei quali comprende gli olifluidi, l’altro gli oli concreti. I primiconservano la loro fluidità fino a io° aldi sotto lo zero ; i secondi si congelanodai 1 5 in poi fino a g° sotto lo zero. Cilimiteremo alla descrizione di quelli chesono più utili alle arti e alla medicina.
I. GENEREOli volatilifiaidi.
I. Specie. Olio o essenza di tremen-tina. Questo è 1’ olio volatile più gene-ralmente usato. Lo si trae colla distilla-zione dalle trementine o materie resinoseche trasudano dalle incisioni fatte daitronchi di alcuni alberi coniferi, come ilPistachia terebinthus ed i Pinus balsa-maea , larix picea, sylvestris. L’essenzadi trementina più stimata per uso medi-co traesi dagli abeti e dai larici ; quel-la dei pini si considera d’inferior quali-tà. L’ olio di trementina è tanto piùfluido e leggero che venne stillato ripe-tutamente. E quasi scolorito, di odorforte disaggradevole, di sapor acre ebruciante; comunica alle urine di quelliche ne respirano 1’ odore per qualchetempo, o ne prendono internamente, unodore sensibilissimo di viola che provaaver esso un’ azione sui reni e sulle vie