jyCt Oltremare
1824 quando la Società d’ Incoraggia-mento ne richiamò la pubblica attenzio-ne con un premio di 6000 fr. all'inven-tore di un oltremare artificiale. Questopremio venne accordato nel 1828 a Gui-met commissario delle polveri, il quale,dopo quattro anni d’indagini e di perse-veranza, riuscì non solo a fabbricar l’ol-tremare arlifizialniente, ma anche ad ot-tenerlo più bello del naturale. Quest’ ècerto uno de’ più bei resultati che mo-stri quanto può la chimica offrire allearti, e come essa sia una sorgente ine-sauribile di ricchezze.
Guimet non ha pubblicato il suo me-todo, essendosi creduto conveniente dilasciargli questo compenso di tante spe-se e fatiche . V’ ebbe un altro motivoche determinò la Società d’incoraggia-mento a non pretenderne la pubblicazio-ne, quello che gli stranieri ne profitte-rebbero tosto della scoperta : ed è giustoche Io stato in cui nacque sia il primoa profittarne.
Poco tempo dopo che Guimet assog-gettò i campioni delsuo oltremare all’esa-me della Società d’incoraggiamento, Gme-lin di Tnbinga si attribuì in certa guisaquesta scoperta; ma fu incontrastabilmen-te provato che qnestocelebre chimico nonha alcun diritto (zinnali di chimica e fì-sica T. XXX\II, p. 409 ). TuttaviaGmelin dà in questa medesima nota unmetodo ch’egli assicura infallibile per fab-bricar l'oltremare artificiale, ed ecco inche esso consiste.
« Si prepara un idrato di silice e» d' allumina ; il primo , fondendo del» quarzo bene polverizzato con quattro» volte altrettanto carbonato di potassa,” e disciogliendo la massa fusa nell’acqua» e preeipitandonela coll’acido muriati-» co; il secondo precipitando una solu»’ zinne di allume puro coll’ammoniaca.» Debbono accuratamente lavarsi queste
Oltremare
» due terre coll'acqua bollente ; poi si» determina la quantità di terra secca» che resta dopo aver riscaldato al ro-11 venie una certa quantità di precipitali» umidi. L’idrato di silice da me adope-ri rato nelle mie esperienze, dice Gme-11 lin. conteneva in 100 parti 56 , e11 l’idrato d'allumina 3,2 4 di terra ani-» dra.
n Si scioglie a caldo in una soluzionen di soda caustica quanto idrato di silice11 può essa disciorne, e si determina la11 quantità di terra sciolta. Si prende po-ti scia per 1,2 parti di quest’ultima ( si-ti lice anidra) una quantità d’idrato d’al-n lumina contenente 70 parti di allumi-ti na secca ; si aggiunge alla dissoluzione11 della silice, e tutto insieme si evapora,« rimescendo costantemente finché non11 resti che una polvere umida.
« Questa combinazione di silice, d’al-ti lumina e di soda è la base dell'oltrema-n re, che deve esser tinto con del solfa-ti ro di sodio . A tale oggetto si opera11 nel modo seguente.
11 Elettesi in un crogiuolo di tiesse guer-i> nito di un coperchio che chiuda be-li ne un miscuglio di 2 parti di solfo e 111 parte di carbonato di soda anidro; ri-» scaldasi a poco a poco finché al caloreu rovente medio la massa sia ben fusa :11 allora si progetta nel mezzo di questa11 massa fusa il miscuglio delle terre in11 piccolissima quantità per volta : si11 produce un’effervescenza prodotta dai11 vapori di acqua, e appena cessa si ag-ii giunge una nuova porzione del miscu-it gito, e così si continua. Tiensi il cro-11 giuolo un’ora al rosso moderato, poi11 si toglie dal fuoco e si lascia freddare.« Esso contiene dell’oltremare mesciuto11 ad alquanto solfuro in eccesso , dal» quale lo si separa lasciandolo col-li l’acqua. Se v’ha un eccesso di solfo,11 Io si scaccia con un moderato calore.