Band 
Tomo IX.
Seite
186
JPEG-Download
 

l 86 Orno

la soluzione, si feltra e si distilla. Si eva-pora il residuo dei liinbieco a consisten-za di mele, e trattasi con nuovo alcoole.Questo, olire la materia gommosa, separa molto nitrato di potassa. Si distilladi nuovo per raccogliere I’ alcoole, e ilresiduo diseccato si discioglie coll’acqua.Si feltra per separare la materia resino-sa disciolta dall’ alcoole. Il liquido otte-nuto contiene molto acido acetico. Si sa-tura con carbonato di magnesia, e quan-do non v’ ha più effervescenza produ-cesi della magnesia caustica . Svolgesidell'ammoniaca, e la morfina si precipi-ta. Dopo 34 ore si feltra, si lava il precipitalo, si fa seccare, e si tratta, coinèil solito, coll' alcoole.

Vedesi che i cattivi risultati ottenutiprima di Tilloy dalle capsule del papa-vero, dipendono penhè la morfina vi sitrova in minor proporzione che nell’op-pio, e inoltre trovasi unita ad una gom-ma, al nitrato di potassa, a della resina,e probabilmente ad altre sostanze anco-ra che si possono peraltro separare col-r acqua e coll’alcoole. Si può presumereche questo metodo potrebbe offrire deimiglioramenti in simili casi.

Prima che si fossero acquistate cogni-zioni sì positive sulla natura deltfoppio,i medici avevano studialo di separarnein diversi modi la parte virosa, cui at-tribuivano le proprietà narcotiche del-l’oppio preso internamente. La più par-te di essi attribuivano le qualità malefi-che ad una materia resinosa dell' oppio,e perciò tutti i metodi proposti avevanoin mira la separazione di questa materia.Josse propose di impastar l’oppio sottoun filetto continuo di acqua fredda, cheè quanto stemperarlo in una grandequantità d’acqua, dovendosi adoperarneassai per disciorre quanto v’ ha di solu-bile. A tal modo non si olteneano che leparti più solqbili dell’ oppio. Vi sono

Oppio

de’ corpi, massime tra composti organi-ci, che si disciolgono favoriti gli uni da-gli altri quando si stemperano in piccolaquantità d’acqua. Nel caso presente ado-perando poca acqua, la materia gommo-sa trae seco della resina ; mentre, ado-perandone in maggior quantità, la resinasi depone. Si hanno frequenti esempi dital genere nella chimica organica. Perciònttiensi col metodo di Josse un estrattoassai spoglio di resina evaporando i la-vami lentamente, e sospendendo l'eva-porazione di tratto in tratto, per sepa-rarne colla feltrazione le parti insolubili.Operando a tal modo Derosne separavala materia cristallina detta da lui narco-tina.

Quello che dicesi nelle farmacie estrat-to gommoso di oppio si prepara all' in-circa con questo metodo, peraltro di-sciogliendo I’ oppio in una grandissimaquantità d’ acqua fredda , in vece cheusare i lunghi e tediosi lavacri.

Si riconobbe che questi estratti acquo-si non erano tanto narcotici come l'op-pio naturale; ma non fu dimostrato inche consistesse la differenza. E' certo chela parte resinosa non entra più che inpiccula proporzione in questi estratti,.dia sonori altre preparazioni i cui eflellisono ancor meno narcotici, nelle qualisembra che la resina non venga esclu-sa . Tale è quella assai celebrata del-l’abate Rousseau , che ottiensi sottomet-tendo l'oppio ad una fermentazione spi-ritosa, dopo averlo stemperato nell'arquacon alquanto mele, ed esposto ad un’altatemperatura. Qualche principio dell op-pio viene distrutto colla fermentazione,ma non sembra che lo sia la resina : e,siccome producesi dell'alcoole colla fer-mentazione, devesi piuttosto presumereche la resina rimanga disenfila nel liquo-re vinoso. Si prescrive di distillar questovino ; ma si raccomanda riunire il liquor