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Tomo IX.
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Obditoio

ORDINI (V. architettura). Quellaproporzionata disposizione che dà 1’ ar-chitelto alle parli di un edifìzio, median-te la quale ciascheduna ritiene il suo sitoin quella grandezza che si richiede.

(Fr.)

* ORDIRE. ORDITORE.

ORDITO. I tessituri, vale a dire quelliche lavorano drappi di qualsiasi specieal telaio, qualunque sia la forma di que-sto, chiamano ordito I’ unione delle filache formano la lunghezza della pezza.Queste fila, dopo che furono ordite (Y.orditore ), montansi sui subbi , passanonei denti del pettine e nelle fila dei lic-ci, e vengono successivamente alzate edabbassale , per fare scorrere in que-st’ incrociamento altre fila che vi s’in-troducono con la spuola che si fa scor-rere dall’ uno all’ altro vivagno. Que-sto filo così introdotto dicesi trama. Launione delle fila dell’ ordito si piegaacciò non si confondano. L’ operaio, or-dite le fila, forma una specie d’ anello daun capo, in cui infila la mano per pren-dere • trarre a sè tutte le fila unite efarle passare in esso ; con ciò forma unaltro anello, in cui ne fa passare un ter-zo, alla stessa guisa come fece passare ilsecondo e continua del pari fino che siagiunto all’ altra estremità ove non vi faanello. Queste intrecciature somiglianoad una catena. Quando si vuole disfarlaper darci la colla o montarla sul telaio,basta far uscire la cima dall’ ultimo anel-lo, e, tirando questa, la catena si disfaagevolmente. (L.)

Ordito ( Maneggiar V). Operazio-ne, che si fa collo scuotere 1’ ordito , efarlo scorrere perla lunghezza di quattro0 sei braccia , tenendo un capo dellapezza in mano per poterlo scagliare, ri-tirare e scuotere per tutti i versi ad og-getto di poterlo imbozzimare.

ORDITOIO, ORDITORE , ORDÌ

Orditoio 189

TURA. Ordire un drappo , vale dispor-re le fila destinate a formar 1 ’ orditod’ una pezza di drappo in modo che pos-sano facilmente montarsi sul telaio datessere, successivamente in pezzi di unadata lunghezza, e venir passate agevol-mente nei licci e nel pettine, tanto se iltessuto che si vuol ottenere debba essereschietto e liscio, come se si voglia cheriesca rigato in modo uniforme od irre-golare, ma sempre dietro una tal sim-metria.

L’ orditura è quindi la prima opera-zione da farsi alle fila prima di tessere lapezza. Quegli che fa questa operazionesi dice orditure, e lo strumento che im-piega orditoio.

Nelle manifatture si veggono tuttoradue sorta d’orditoi, il lungo ed il roton-do ; e benché quest’ ultimo sia miglioree stanchi meno 1 ’ operaio, siccome però1 ’ uso di esso non è ancora adottato ge-neralmente, massime dai piccoli fabbri-catori, cosi li descriveremo ambidue.

L’ orditoio lungo è fatto di quattrorobusti pezzi di legname, alti circa 6 pie-di ( 1949 millimetri), posti verticalmentee calettati con due forti traverse, orizzon-tali lunghe da circa io a 1 2 piedi (5248a 3898 millimetri). I quattro primi pezzisono uniti alle traverse, due alle estremi-tà e due ad ugual distanza fra loro, sìche questa unione lascia tre spazi vuotiuguali.

I due pezzi verticali alle estremitàhanno 20 fori per cadauno, nei qualientra una caviglia di legno duro tornitoe pulito; i due intermedii tengono duefile di 20 fori, 1 ’ una per cadauno. Tuttiquesti fori sono disposti sulla stessa li-nea orizzontale. Pongonsi sopra uno deiritti intermedii due cavicchie simili aquelle fissate nei due ritti dell’ estremità,e nella stessa linea, e secondo che sonoposte più alte o più basse, sul primo o