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Tomo IX.
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jgz Ohuitoio

filo nell'anello di vetro che vi sta sopra,dieci sul di dietro e dieci sul dinanzi delcannaio; di là passansi in venti fori suc-cessivi della grata, si riuniscono e si fannopassare sotto I’ uncino r; poscia tiransicosì in fascio, si annodano alla cima, edindi si separano alzando con la mano lacornice mobile dalla grata, e attaccansicosì separati alla prima cavicchia in altodell’ orditoio. Iucrocicchiansi a manoquesti due fasci di fila, e pongonsi cosìincrocicchiati sulla seconda cavicchia.Allora lasciasi libero il nottolino, la mez-za cornice ricade, e girasi il manubrio o,in modo che la grata discenda , fino ache sia giunta dirimpetto alla cavicchiache è abbasso dell'orditoio ove s’incro-cicchiano i fasci, come si è fatto in altoalzando la mezza cornice mobile dellagrata, e poi lasciandola cadere .

Allora girasi il manubrio in verso op-posto, e la grata risale alla stessa guisacome discese. Ad ogni estremità s’ in-crocicchia nello stesso modo, avendo cu-ra di non isbagliare, altrimenti si gua-sterebbe ogni cosa, al che basta un po-co di abitudine.

Reca stupore che tutti gli orditori nonadottino la grata, che rende così facilequesto lavoro; mentre quando si ordiscesenz’essa, è facilissimo sbagliare; bisognaseparare i fili alternativamente sul pol-lice e sull'indice, e la menoma inavverten-za può cagionare dannosissimi errori.

Dicesi, ed a ragione, elle l’orditoiorotondo ha il difetto di non dare fila diuguale lunghezza, il che è vero allorchési lasciano accavallarsi le paiuole o lemczze-paiuole. La prima volta che vidiordire con questa macchina, feci tale os-servazione; ma l’orditore mi rispose nonpotersi fare altrimenti. Avendoci riflet-tuto alcun poco, gl’indicai il modo diripararvi; lo adottò con ottimo effetto.Ecco questo semplicissimo metodo.

Ohditoio

Si è già detto che gioverebbe poggia-re la cima del pernio inferiore sull’estre-mità d’ una grossa vite di metallo. Seadattasi alla capocchia di questa viteuna chiave che ubbia il manico abbastan-za lungo per risaltare oltre la circonfe-renza dell’orditoio, sarà facile farla muo-vere, e in tal guisa alzare o abbassarel'orditoio quanto occorre, acciò le elicinon si accavalchino; principalmente quan-do siasi tenuto alla maggiore distanzapossibile come abbiamo raccomandato.Questa idea fu eseguita con buon effet-to: abbiamo creduto doverne quindi par-lare acciò quelli che non la conosconopossano trarne profitto. ** Si otterrebbelo stesso effetto più semplicemente ac-corciando od allungando la funicella nfìssala da un capo all' intelaiatura et.Simile inconveniente, che non esiste nel-l’orditoio lungo, è uno de’ motivi percui vari fabbricatori non adottarono l’or-ditoio rotondo benché più perfetto epiù comodo. Questo difetto, non anco-ra emendato, è un ostacolo notabile nel-la tessitura dei drappi.

Quando si sa quante fila debba avereun tessuto, è facile conoscere quante pa-iuole occorrano. Basta dividere il nume-co di queste fila per quello dei rocchelltche si vorrebbero porre per ogni paiuo-la; oppure se si stabilisce il numero dipaiuole, converrebbe dividere per que-sto numero il numero dei fili, e si avreb-be quello dei rocchelli d’ ogni paiuola.Daremo adunque due esempi : i,° sup-poniamo che il tessuto deva avere nellasua larghezza 56oo fila; si dividerà 36ooper ^o che è parte aliquota di esso, e siavrà per quoziente 90 paiuole. 1 ° Siaparimenti 36oo il numero delle fila,e sup-poniamo che si vogliano avere 100 paiuo-le; dividesi il primo numero pel secondoe si ha per quoziente 36; vale a dire cia-scuna paiuola dovrà essere di 36 fila.