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Tomo IX.
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Orefice

Allorché l’ordito è preparato, l’or-ditore lo piega per darlo aH’iinbozzima-tore. Questa piegatura si fa in due ma-niere : isopra un bastone tornito piùgrosso nel mezzo che altrove. Lo attaccapel capo inferiore, e Io ravvolge stringen-dolo fortemente, e tenendo il bastone peidue capi, incrocicchiando di continuo, at-tacca con ispago le incrocicchiature acciòi fili non si confondano. 2. 0 Fa un anello,vi passa entro la mano, prende i fili contutta la mano, li trae fuori per farne unaltro anello, poi un terzo alla stessa gui-sa, ec. ; fino che sia giunto alla cima chepassa nell’ultimo anello, e strigne. Spie-gasi facilmente traendo fuor dell'anello lacima, e tirandola. Questa piegatura dellefila rassomiglia ad una catena, per cui lesi dà tal nome.

(L.)

* ORECCHIO, dicesi per similitudi-ne alla parte prominente di molle cose.

* Orecchio , dicesi generalmente quel-la parte per la quale si attaccano gli ar-nesi della cucina.

Orecchi, chiamansi anche quei foridelle secchie ne’qoali si pone il manico ;perchè avendo un po’ d’alzata sopra l’or-lo della medesima secchia rassomiglianola figura degli orecchi.

* Orecchio dell'aratro. V. dentale.

* Orecchio dell' ancora . Larghezzadelle marre di un’ancora.

OREFICE . Questo nome parrebbe■ndicare che I’ orefice non lavori chel’oro. Al momento in cui lo si diede aquelli che esercitano l’oreficeria non co-noscevasi platino , e siccome l’oro chia-niavasi il re dei metalli , così il nome diorefice si credette più dignitoso e piùadatto.

L’orefice lavora i metalli più prezio-si l’oro, il platino e l’argento. Non cioccuperemo delle qualità fisico-chimi-ohe di questi metalli, essendosene par-Dit. Tecnol. T. IX.

Orefice ig3

lato ne'loro articoli relativi : parleremosoltanto dei lavori d'orificeria sotto il rap-porto tecnologico.

Quest’ arte dividesi in più rami : ilminutiere, il gioielliere, 1’ incastona+ore,l’orefice propriamente detto, e l’oreficegrossiere. Abbiamo di già parlato al suoluogo, dietro l’ordine alfabetico, delle ar-ti del minutiere, del gioielliere e del-I’incastonatore : ci rimane trattare del-le due classi dell' orefice propriamentedetto.

L’ orefice propriamente detto non sioccupa che di lavori minuti, come tabac-chiere, scatole d’ogni sorta, astucci, allei-la, fibbie, catenelle da orologio, e tuttiquegli oggetti che servono al vestire ead ornamento della persona.

L’ orefice grossiere si occupa unica-mente di grandi lavori che servono perle mobiglie o per la mensa. Lavora i me-talli preziosi con tutta la delicatezza, ilbuon gusto e la finitezza convenienti aduna sostanza ili gran valore, e che quin-di deve usarsi con parsimonia, non dan-do agli oggetti che la fortezza necessariaper la loro solidità.

La superiorità dell' oreficeria francese su quella di tutte le altre nazioni d’Eu-ropa è troppo nota per aver d’ uopod’altra prova oltre quella dell’interesseche hanno gli stranieri per provvedersicolà di tutti gli oggetti onde abbisogna-no (a). Non vi è in Europa sovrano,principe, o privato alquanto ricco, chenon faccia provvista in Francia di talioggetti, e principalmente a Parigi , ove sitrovano riuniti la buona scelta de’mo-delli, l'eleganza de’ disegni , la varietà

' (a) Si ricordi che chi scrive è un fran-

cese . La patria del Cellirii non fu inai se-conda ad alcun altro paese in ciò che ri-sguarda le arti del bello.

(G.M.)

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