cheto poslo in due Tasi paralellogram-mici al loro fianco. Fra i fanciulli ela donna stanno i cucchiai. L'internodel piatto dei vasi da zucchero e deliafontana sono dorati. Questo vaso fu ese-guito dietro disegni di Lafitte, da Cahieruno de’ migliori orefici di Parigi , cheoccupa molti uperai e forma ciascun an-no gran numero d’ allievi.
Odiot, a fine di concorrere, per quan-to era in lui, al perfezionamento dell’ore-ficeria, ebbe l’idea di offrire al governofrancese modelli di bronzo dei più beglioggetti d'oreficeria da lui eseguili in va-rie epoche per le corti d'Europa . Il mi-nistro dell'interno li accettò con ricono-scenza che gli manifestò in una genti-lissima lettera. Questi bronzi sono dieci,tutti d’ottimo gusto, e diverranno gli ele-menti di una preziosa collezione per lostudio dell’arte. I fabbricatori di bronzie gli orefici verranno ad istruirvisi, e aricevervi lezioni di gusto e di perfezione.Hericart de Thury loda questa idea co-me nobile e degna d' un artista distintoed appassionato per le arti belle.
Anche la fabbrica de'servigi da tavolaè un ramo importante dell’oreficeria ;solo da pochi anni si giunse a lavorarlicon sorprendente perfezione e molla di-ligenza. Alcuni sono lisci, altri filettati.La fattura di quest'ultimi supera cosipoco quella dei primi che oggidì sonopreferiti da tutti. Un tempo si lavorava-no alla fucina col martello ; i filetti se-gnavansi con punzoni, il che domandavamolto tempo, nè offriva mai una perfettaregolarità, benché poscia si aggiustasserocon bulino e con la lima. Oggidì la cosaè ben diversa : preparansi alla fucina conun calibro ; poscia sottopongonsi all’ a-zione di un bilanciere che dà a tutti lastessa forma, vi fa il filo e li finisce, nèrimane che accomodare e brunire alcuneparti.
Organetto
Le forcine si fanno alla stessa guisa,né esigouo dappoi che pochissimo lavo-ro per accomodarle e finirle prima diporle in vendita.
L’oro lavorasi come I’ argento, e contutte le precauzioni necessarie per nonperdere di questi preziosi metalli. Lasaldatura è la sola differenza ; ecco quel-la che adoperano gli orefici.
Allorché voglionsi saldare insieme duepezzi d'oro, prendesi un oro dello stessotitolo di quello dei due pezzi, vi si ag-giunge un po’ d’ argento per accrescer-ne la fusibilità ; si fonde questo miscu-glio, e, dopo aver avvivata lalega che nerisulta, facendola bollire in acqua caricadi allume, la si batte per assottigliarlamolto, e la si adopera per saldare. Sifanno saldature al decimo, all’ ottavo, alsesto, al quarto ed al terzo, come perI’ argento, adoperando oro puro ed ag-giungendovi ['argento nelle proporzioniindicale.
I lavori d’oro devono essere del ti-tolo di 22 carati, con la tolleranza diun quarto di carato. I lavori d’ argentodevono essere del titolo di i i danari 12grani di finezza, con la tolleranza di duegrani. (Per l'intelligenza di queste espres-sioni si consultino gli articoli canato,MONETE, TOLLERANZA e TITOLO.)
(L.)
* ORERIA. Più cose d’oro lavo-rato.
ORGANETTO. Cassetliria che con-tiene diverse piccole canne d’ organo didue o tre ottave di estensione, e fa udirevarie suonate. Molti portano in giro 1 or-ganetto per le vie della città, e suona-no le arie segnale sul cilindro per po-che monete 5 talora sono que’ medesimiche tengono anche la lanterna magi-ca. Taluni noleggiano questi organet-ti a un tanto per giorno, ricavandoun grande interesse sul denaro ù»pi«-