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Tomo IX.
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iq8 Organetto

ta fissata sotto la cima del tasto, e che

tocca quasi la superficie del cilindro.

L’ altro capo del tasto è vicino allecanne che sono disposte in linea rettalungo la faccia della cassetta, paralelle alcilindro: a questo capo del tasto è attac-cala con un pezzuole di pelle incollataun’astina, la cui cima è legata alla pelle,e che tiene abbasso una punta di fil diferro che aitraversa il cassone, e spingela valvula di su in giù.

Girando il manubrio si fa ad un tem-po girare il cilindro ed agire il mantice;le punte, ond’è guernito il cilindro, pre-sentansi sotto quelle dei tasti, e le solle-vano ; i tasti bilicatisi, abbassano l’aslina,che, agendo sulla valvula, apre l’aperturadella canna corrispondente, ove penetra1’ aria facendo suonare la piva. Per lenote tenute, invece d’una semplice pun-ta, la superficie del cilindro tiene unponticello di filo d’ottone, che tiene iltasto levato per tutta la durata dellanota. Quanto al modo di ordinare que-ste punte al luogo che devono occuparesi vegga 1’ articolo già citato cilindroi)’ organetto.

Supponiamo chele punte fissate sottoai tasti premano contro al cilindro, ilche si fa agevolmente. Quando il cilin-dro è ancora nudo, ogni punta segna uncircolo paralello alle basi del cilindro ;le piccole punte piantansi ciascuna al suoposto su questo circolo, giacché se fos-sero in qualunque altro punto non sa-rebbero incontrate da quelle che sonosotto i tasti, e la canna non suonerebbe,giacché P astina rimarrebbe immobilené sturerebbe la canna. Adunque, quan-do si sono piantate sopra il cilindro lepunte che fanno udire una suonata, essenon occupano che varii cerchi paralelli : 'e facendo prendere al cilindro un pie-'colo moto longitudinale, verun tastonon incontrerebbe più le punte onde si

Organo

è parlato, giacché ciascuna punta deitasti segnerebbe un altro circolo para-lello al primo. Fissando su quest’ ultimicircoli altre punte, si fa quindi sentireun altra suonata; e così di seguito perle altre serie di circoli che si formasse-ro, muovendo sempre d’un poco il ci-lindro longitudinalmente.

Si trae partito da ciò per far eseguirea questo istromento quattro o cinque di-verse suonate : ma siccome, mentre ilmanubrio agisce, bisogna impedire cheil cilindro non si muova pel verso dellasua lunghezza, il che farebbe che allafine di un’ aria succedesse il principiodi un’ altra, si impedisce questo mololongitudinale in un modo semplicissi-mo. L’ asse del cilindro esce alquantodalla cassetta, ed in quel tratto è solcatodi quattro a cinque anelli circolari. Illato della cassetta tiene al di fuori unalaminetta di ferro che muovesi come unpaletto in una gola, e la cui cima assot-tigliata entra in una delle intaccature. Ilposto che occupa ogni intaccatura sta-bilisce la suonata che fa udire l’organet-to, ed una nota indica il nome delle suo-nate che esso contiene. (Fr.)

* ORGANISTA. Quegli che suona1’ organo (Y. questa parola).

(L.)

ORGANO. Il più grande fra gli stro-menti musicali, quello i cui suoni sono piùrotondi e variati. L’organo delle chiese èprincipalmente osservabile per la maestàdegli effetti armonici che produce; imitail suono del flauto,le note acute dell’ot-tavino, la voce dell’oboè e dei fagotti, lostrepito delie trombette, gli effetti del-l’eco e finalmente la voce umana.

L’organista è seduto dinanzi una ta-j statura (Y. questa parola) che ei suonacome il piano-forte: coi piedi preme 1 pe-dali che modificano gli effetti, e il ventocaccialo da un mantice fa risuonare va-