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Tomo IX.
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Ortografia.

ORSOIO. La seta più bella e più finache si trae dal di sopra de’ bozzoli piùscelti. La più bella seta filasi a più capi;quando si vuol farne orsoio,si unisconoe si torcono insieme due tre o quattrofili. Per lo più adoperasi per l’orditura'de 1 tessuti ; è quindi fatto in guisa daresistere convenientemente.

Ogni filo di seta torto dapprima altorcitoio vien torto di nuovo con varialtri a guisa di piccola funicella. Quindil’orsoio che si trova in commercio è unaseta lavorata: cioè filata e torta.

Chiamasi orsoio di santa Lucia quel-lo proveniente da Messina .

Alla parola torcitoio descriverefno leoperazioni impiegate per ridurre la setain orsoio. (L.)

ORTICA. Tutti conoscono questapianta che infesta i giardini, le siepi, imuri, ec. il solo contatto delle cui fo-glie basta a cagionare un vivo doloremomentaneo. Non parleremmo di questapianta cui i coltivatori fanno la guerra,se non se ne fosse tratto profitto per al-cuni oggetti di domestica economia. InIsvezia coltivasi come foraggio, e si credeche il latte delle vacche nutrite con essaabbondi molto di crema. Con le sue fo-glie peste, miste alla crusca ed all’orzo,se ne fa un pastume per ingrassare il pol-lame. I cozzoni danno i semi di ortica aicavalli, per eccitarli e renderne il porta-mento più vivace e il pelo più lucido.Si crede che le galline che mangiano diquesti semi diano uova più spesso. Fi-nalmente gli steli d’ortica, preparaticome quei della canapa, con la macera-zione, danno un filo assai forte. Le ur-hea cannabina e nivea sono le più pro-prie a tal uso, cui si impiegano in Si-beria e alla China.

(Fr.)

ORTOGRAFIA, dicono gli archi-tetti la pianta innalzala d’ una fabbrica.

Ortopedia. 261

ORTOPEDIA. Onesto nome è forma-to di due parole greche opaci, diritto e7 retti fanciullo, e propriamente parlandosignifica l’arte di prevenire o di correg-gere le deformità dei corpi dei fanciulliperchè, quando venne imaginata, i mezzidella chirurgia non si credevano atti chepei fanciulli. Quantunque oggidì i meto-di ortopedici siansi applicati anche agliadulti, non però si credette dover can-giare quel nome che oggi significa 1’ artedi raddrizzare e togliere, con mezzi mec-canici, le principali deformità del corpoumano.

Dapprima si esperimentarono i mezzid’estensione per correggere le deviazio-ni della spina dorsale, e verso la metàdello scorso secolo, Lavecher la Feutriesembra essere stato il primo ad immagina-re un apparato meccanico: Duverney edaltri costruirono le loro macchine dietrolo stesso principio: ponendo per tesi chel’operazione consista nel tirare le dueestremità dal tronco in verso opposto ,stando il corpo in posizione verticale.

Venel all’ opposto fu il primo ad im-piegare la posizione orizzontale; dappoiin Inghilterra si adoperò il piano inclina-to, che ivi usasi qualche volta tuttavia.

Oggi prevalse la posizione orizzonta-le ; 1’ esperienza provò essere questa lapiù favorevole : essa divenne il principiofondamentale della cura ; le macchineestensorie non sono che aiuti alla posi-zione orizzontale.

Alcune città della Francia , e partico-larmente la capitale, contano varii stabili-menti ortopedici ; due dei quali appar-tengono a distinti medici, che a gara sioccupano di ricerche medico-chirurgicheper giungere allo scopo cui mirano ditogliere perfettamente le delormila delcorpo umano.

Tali deformità possono esistere inqualunque parte del corpo; ma non tutte