280 Ossidi ,
jieriore, rimangono decomposti. Questadecomposizione può avvenire in tre ma-jniere : se è totale, sì sostituisce un ossi-do all'altro : se è parziale può avvenireche formisi un ossido e una lega dei duemetalli, oppure due ossidi che tendano acombinarsi. Devesi ammettere in genera-le che un metallo spettante ad una dellesezioni le compone di ossidi delle sezio-ni seguenti. Così il potassio ed il sodio((iettanti alla seconda sezione decompon-gono gli ossidi delle quattro ultime se-zioni : possono esservi peraltro alcuneeccezioni a questa regola generale, poi-ché è certo che ad una temperaturaelevatissima, il ferro che appartiene allaterza sezione ripristina completamente iprotossidi di potassio e di sodio spet-tanti alla seconda.
Proust fu il primo a osservare che lapiù parte degli ossidi metallici hanno laproprietà di assorbire e consolidare unacerta quantità di acqua. In alcuni, unaporzione di acqua ci è aderente a segnoche il calore rovente non può separarla,in altri, ne’quali l’acqua ha poca ade-renza, dipende il lor colore da essa, poi-ché il colore svanisce a proporzione chel'acqua si svolge, e riacquistano il colorerestituendo loro una porzione di acqua.I protossidi di potassio e di sodio sonotra’primi: il deutossido di rame, e ge-neralmente gli ossidi metallici coloriti,sono nel numero dei secondi.
Pronst diede a queste combinazionipiù o men permanenti il nome di idrati.Berzelius conobbe dalle proprie speran-ze sugli idrati che in queste combinazio-ni l'acqua e l’ossido sono in proporzio-ni definite, tali che nei due corpi la quan-tità di ossigeno è rigorosamente la stessa.Gli idrati di potassa e di soda formatisida sé mdesimi, e ritengono dopo la lo-ro fusione la quantità d’acqua che gli co-itituisce. Si preparano gli idrati di bari -
OsSIDt
te, di calce e di magnesia, mettendo gliossidi di queste basi in un crogiuolo diplatino con tanta acqua che ne formi miapappa, e riscaldando il miscuglio quasial calure rovente : I' acqua in eccesso sisvolge, e l’idrato si fonde. Una tempe-ratura elevata separa l'acqua dagli idratidi calce e di magnesia, e non dagli idratidi barite, di potassa e di soda. Da que-sti l’acqua non può separarsi che me-diante uno de' corpi che abbiano unamaggiore affinità di essa. Fondendo dellequantità date di questi ossidi colla silicepura o coll’acido borico polverizzato evetrificato, perviensi a privargli di acqua:col qual mezzo se ne determina la quan-tità paragonando il peso delle materie,prima e dopo la separazione dell'acqua.Gl’ idrati di ossidi bianchi o coloriti re-centemente, precipitali dalle loro solu-zioni mediante gli alcali, ed anche gliidrati che si depongono in cristalli dalleloro soluzioni saturate, come quelli di ba-rite e di stronziana, non differiscono ve-risimilmente dagli idrati propriamentedetti, se non perchè contengono unamaggior proporzione di acqua, sicché po-Irebbonsi dire de’ suridrati. Potrebbonsianche fino ad un certo punto riguardarele dissoluzioni degli alcali nell’acqua co-me degl’idrati uniti all’acqua in propor-zioni indefinite. Benché P acqua negliidrati a proporzioni definite non neutra-lizzi le proprietà caratteristiche degli os-sidi alcalini, si può riguardarla come seagisse sopra di essi alla maniera degliacidi.
Tre ossidi soltanto, i protossidi diferro di stagno di manganese, hanno laproprietà di decompor l’acqua ; ma que-sta decomposizione non avviene che alcalore rovente : P idrogeno se ne separa,e questi ossidi possano allo stato di deu-tossidi. Alcuni altri ossidi al contrailarimangono decomposti dall’ acqua, come