Ossidi
i deutossidi di potassio, di sodio.di barioe di calcio, prodotti dall’azione dell’acquaossigenata, e il cui stato di ossidazione èpoco permanente, basta separarne l’os-sigeno aggiunto e restituirli allo stato diprotossidi, introdurli in una fiala d’acquaordinaria, ed esporli all’ebollizione. Quel-li di potassio e di sodio limangono de-composti dal solo contatto dell’ acquaseiiz’ alcun soccorso del calore.
Gli ossidi metallici, mediante un calo-re conveniente, possono esercitare diver-se azioni gli uni sugli altri, dipendentidalla loro affinità rispettiva per l’ossige-no, oppure dalla loro tendenza a combi-narsi tra loro sotto un altro rapporto.
I n ossido della quarta sezione, nonsnaturato di ossigeno, può ripristinarecompletamente un ossido delle due ulti-me sezioni. 11 deutossido di ferro ripri-stina il deutossido di mercurio, e riducesiallo stato di perossido : il che si conce-pisce tanto più facilmente che il solo ca-lore rovente opera la ripristinazione delsecondo, e non può operare quella delprimo. Due ossidi dello stesso metalloreagiscono tal volta 1’ uno sull’altro perassumere uno stalo di ossidazione inter-media più durevole : cosi il protossido oil perossido di ferro esposti al calore,passano allo stato di deutossido, e in talcaso 1 uno guadagna quello che 1’ altroperde di ossigeno.
Se un tale ossido è disposto di ridur-si ad un grado di ossigenazione inferio-re*, m cui la sua base sia unita più forte-mente all’ ossigeno, si facilita la sua dis-ossidazione riscaldandolo coll’ ossido dimi altro metallo che abbia una tendenzaa combinarsi con esso in questo stato didisossidazione parziale. Si possono citarP- e. il deutossido di potassio e l’ossidodi silicio ; questo che non si unisce aldeutossido di potassio, ma che si combi-na perfettamente al suo protossido favo-Oi*. Tecnol. T. IX.
Ossidi a8t
risce lo sviluppo dell’ ossigeno in ec-cesso.
In generale gli ossidi sono capaci dicombinarsi intimamente, e produrre del-le combinazioni solide, ordinariamentescipite, inodorose, più gravi dell’ acqua,talvolta colorite, tal altra senza colore,ed in generale d’ una fusibilità maggiorodei lor componenti. Alcuni anche, massi-me quelli che contengono l’ossido di si-licio, sono atti a vetrificarsi.
E' osservabile che il maggior numerodegli ossidi, esposti al fuoco separata-meut.e, non possono fondersi, o che il lo-ro miscuglio al contrario rendesi più omeno fusibile. La silice, p. e, , la calce,1’ allumina, la magnesia ed altri ossididella prima sezione, separatamente sot-tomessi all’azione del fuoco più violento,oppongono la maggior resistenza; mentreuniti a due a due, a tre a tre, massi-me se la silice ne fa parte, si rammolli-scono e si riducono in materie vetrifor-ini. L’ aggiunta di ossidi che riscaldalisoli si fondono facilmente come quello dipotassa, di soda, di barite e di stronzia-na, aumenta anche la fusibilità di questimiscugli. Lo stesso deve dirsi della so-lubilità nell’ acqua, che gli ossidi solubiliin questo liquido comunicano a quellicui manca questa proprietà. I’. e., gli os-sidi della seconda sezione, tutti più omeno solubili nell’acqua, specialmente lapotassa e la soda, rendono solubili gli os-sidi di silicio, di alluminio, di glicinio, dizinco, di stagno, di antimonio, di piomboe di telluro. Questa solubilità è propor-zionale alla solubilità degli ossidi compo-nenti il miscuglio : essa aumenta a pro-porzione che predominano gli ossidi so-lubili e diminuisce a proporzione degliinsolubili.
Tutte le combinazioni di due ossidi sidicono ossidi composti. Questi compostisono numerosissimi : gli uni inconlrausi36