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Tomo IX.
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PEt.ACAKF.

cui non occorrono che 1 5 giorni a 3settimane , hanno acquistato un certogrado di gonfiamento; ma non è bastan-te perchè si possano mettere in concia.A tale oggetto si segue lo stesso metodoche per gonfiare i cuoi colla fermenta-zione che descriveremo iri appresso.. Oraavvertiremo soltanto che questi cuoi, es-sendo sottili, non debbono rimanere chela metà del tempo in ognuna di questepreparazioni. Esistono altri metodi dipreparare i cuoi sottili , che descrivere-mo in appresso, quando avremo espostala preparazione delle pelli in generale.

Preparazione coll' orzo.

In questo metodo, invece di calce siadroprano le farine dei cereali, quella disegala, e ordinariamente di orzo, collequali si prepara un liquido acido in cuis immergon le pelli. In questo caso di-stinguonsi parimenti i tini in morto, de-loie, forte, ne’quali si ripassano succes-sivamente le pelli, cominciando sempredal morto, che è quello nel quale altrepelli soggiornarono. Il tino forte, o siadi nuova preparazione, si prepara nelmodo seguente. Prendesi per 16 pelli,ordinariamente una certa quantità di fa-rina proporzionata all'ampiezza del ti-no, e se ne fa una pasta colla quartaparte di essa che si lascia inagrire per»n giorno. Inagrita, si stempera diligen-temente, vi si aggiunge il rimanente del-la farina, e riempesi il tino d’acqua. Sipuò accelerare la fermentazione aggiun-gendoci un poco di lievito di birra.

Le pelli fresche si mettono nell’ acquaper dissanguarle, e si scarnano sopra ilcavalietto, dopo di che mettonsi nel tinomorto, ove si lasciano tre giorni, poscianel debole : vi si lasciano finché tutto ilPelo si stacchi ; si depilano, e s’ immer-

Pei.acaise

gono in un tino men debole del secon-do ove acquistano consistenza.

Queste Ire operazioni richiedono al-men 20 giorni , ne’ quali si traggon lepelli due volte il giorno ( una sola neltino morto ), e si mettono a sgocciolaresul tino, e disporle alla concia. Da ulti-mo, si pongono in un tino forte , ossianuovo, e, se non si gonfiano abbastanzasi passano ancora in un altro, in ciascu-no de’quali si lasciano da 12 a 16 gior-ni. Questi lini si dicono bianchi per di-stinguerli dal tino di concia che dicesirosso, che si prepara con polvere di val-lonèa, nel quale s’ immergono le pelle, visi lasciano t 5 giorni, traendonelo unavolta per giorno. Le immersioni nella fa-rina fermentata durano due mesi in esta-te e tre in inverno. Queste pelli, cosepreparate e lavate diligentemente , sonoatte a mettersi in concio. Anche questometodo di preparazione una volta usa-tissimo, come quel della calce superior-mente descritto , venne presso che ab-bandonato dai pelacani per la facilità concui vanno in putrefazione le pelli ; sipreferiscono quelli di cui or passiamo aparlare, ottenendosi migliori risultati esenza certi inconvenienti.

Preparazione colla fermentazione.

Questo metodo di preparazione, affat-to diverso dai precedenti, venne general-mente adottato massime a Parigi . Fu daprima usato a Liegi , sicché i cuoi cosìpreparati si dicono cuoi di Liegi . I tinisono da io a 12. Si depilano le pelli,mediante una leggera fermentazione chesi favorisce mettendo le pelli in un muc-chio, oppure sospendendole a delle per-tiche poste in una stufa leggermente ri-scaldata. Nel primo caso si salano le pel-li fresche o le pelli secche rammollitenell’ acqua : se sono secche si sparge