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pelli che acquistano il gonfiamento vo-luto, ed in 8 a g mesi souo in istato <liessere messe nella concie, ove debbonorimanere un anno. Si possono dunqueottenere oggidì con questo metodo mi-sto, e in 18 a 20 mesi al più, compre-so il tempo necessario alle operazionipreliminari, dei cuoi ugualmente buonidi quelli che altra volta ottenevansi indue ed anche in tre anni.
II. PARTE.
Dell’ arte bel conciatore.
Velia concia colla polvere di vallonèa.
Finora si è trattato delle operazionipreliminari occorrenti a dispor le pellialla concia. Usala ogni abilità e diligen-za nelle operazioni preliminari, e nelgonliamenlo delle pelli, ottenuto questoeffetto essenzialissimo, si è ancor lungidallo scopo che il concialor si proponedi convertirle cioè in cuoi che abbianotutte le proprietà necessarie. Vi si per-viene più o meno con buona riuscita, epiù o men facilmente, esponendo le pelli ad un lungo e immediato contatto coltanno, cioè corteccia di quercia polve-lizzata o vallonèa, come vogliano dirla.
Si pratica l'operazione del tannaggioin fosse circolari di muro, o in tinozzedi legno cerchiate di ferro, di 6 piedidi diametru e di profondità , sepolte interza, contenenti da 5 o a 6o pelli, chevi si stendono sì intiere che tagliate lun-go il dorso in due parli.
Prima di stender le pelli, ponesi sulfondo della fossa uno strato di circa seipollici di spessezza di vallonèa già ado-perata altra volta, il quale ricuopresi
Pei.acane
con un altro strato di vallonèa nuova diìaa pollici di spessezza, secondo la gros-sezza delle pelli: poi stendevi al di so-pra una pelle, la quale ricuopresi conuno strato di vallonèa nuova. Ponesicosì alternativamente una pelle ed unostrato di vallunèa finché sia riempita lafossa: con tale disposizione le superfìciedi ogni pelle si trovano a contatto collavallonèa. Si avverte di riempire tutti ivuoti che rimanessero tra le pelli o versola circonferenza della fossa: finalmentemettasi sopra ogni cosa un grosso stratodi vallonèa, detto il cappello , sul qualepongonsi delle tavole caricate di pesi, checomprimono tutta la massa. Si adacquadi tempo in tempo la fossa con alcunisecchi d'acqua ordinaria, e si lasciano inquesto stato per tre mesi; esse debbonoessere erate stese il più ugualmente pos-sibile, poiché anche le menome piegheche vi restassero sarebbero tanti difettidifficili, se non impossibili a togliersi,dopo che il tanno lor diede la consisten-za del cuoio. Nelle fabbriche ben direttesi ha la diligenza di adoperare la vallo-nèa in polvere assai fina, perchè,essendole pelli molto molli, le particelle di cor-teccia troppo grosse entrano nel tessuto,e vi lasciano delle impronte che assai dif-ficilmente si possono cancellare anchecol maglio, come diremo. La vallonèa fi-na ha un altro vantaggio, di unirsi as-saissimo, per cui, quando si bagna lafossa, l’acqua la penetra lentamente sic-ché l’azione del tanno sopra la pelle elensissima; e ne viene così penetratatutta la spessezza. Al contrario, colla val-lonèa grossa, s'induriscono istantanea-mente le superficie della pelle, e produ-ce P effetto che 1’ esterno soltanto ne eben conciato, mentre 1’ interno necE an-cora spugnoso. In alcune fabbriche ado-pra per adacquare le fosse , il liquidoche cola dalle fesse medesime. Noi ere-