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Tomo IX.
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/, 'ì<i Pei,lato

polazione imbianca le pelli, le disecca,e le rende facili a lacerarsi, come si opela nelle pelli di gtianli.

Nè meno si conciano eoi tanno le pelli di capra e di montone con coi si fab-brica la pergamena o la caria di buccio :le pelli di capretto, di vitello, o d’agnel-lo abortiti servono a fabbricare la velinaeli buccio ; le pelli di becco e di luposervono pei tamburi, e quelle di asinopei timballi. Queste pelli lavate, scarnate,tenute nelle acque di calce, depilate elavate di nuovo, si mettono a seccare in,modo da impedir chesi accorcino. Olian-do la pelle è ben secca, la si scarna a sec-co, finché non abbia più carne, e che di-vengano simili la superficie ed il Gore :finalmente la si liscia con pietra pomicee calce spenta. ( V. carta di buccio.)

(I.D.)

* PELARE. Trattandosi di muraglieo pietre vale spaccarsi, fendersi, muoverpelo.

* PELATOIO. Luogo dove si pela ostrumento da pelare.

PELLAIO. Quest’ arte può conside-rarsi sotto due aspetti diversi; vale a di-re, quanto al commercio di pelli d’ ognispecie non lavorale, ma prese da altrilabbri'atori, pelacani, cuoiai, camosciai,ee. e allora non bisogna considerar chi]a esercita che quale mercante. ,

Se si considera sotto I’ aspetto del-]’ operaio che lavora aneli’ esso, allora sipuò dire che il pellaio è un manifattoreche acquista le pelli dal conciatore in al-luda, o dal camosciaio per tingerle dallato della carne o del fiore, e per ren-derle proprie a varie altre arti gli opelai i quali le comperano da lui all* in-grosso o al minuto. Quelle pelli sottili«he adoperansi principalmente a farneguanti lavoransi, p. e., dal pellaio.

Comincia questi dal passare sul palct-lone le pelli conce in alluda ; le addolci-

Pbllicciaio

sce, ne apre i pori, e le dispone a rice-vere la llntnra cui le assoggetta dappoi.Si fanno due operazioni successive allepelli di camoscio mediante la capra eil coltello circolare , strumenti di cui ser-vesi anche il cuoiaio, e che vennero de-scritti a quella parola.

Non daremo qui le diverse ricetteper le tinture ; sono le medesime chepel mauroC' Hiho ; i pellai tingono collaspazzuola seguendo gli stessi metodi.

Dopo che le pelli sono tinte, si fannoloro altri due lavori.

Passansi dapprima in un grande anel-lo di ferro semicircolare piantato nellamuraglia, col che si addolciscono le pellipresso a poco come sul palettone.

Indi apronsi e stendonsi con un pezzodi ferro di forma somigliante ad un ferroda cavallo, piantato su di un pezzo dilegno alto 813 millimetri ( 2 piedi e 6pollici ).

Dopo queste due operazioni stendon-si le pelli sopra funi tese per farle asciu-gare ; si stirano e indi si pongono in unaspecie di telaio per dar loro I’ ultimamano, che consiste nell’addolcirle e co-ricarne la caluggine da uno stesso lato.Il che si fa mediante il coltello circolare;questa operazione esige molta diligenzae destrezza. (L.)

* PELLAME. Quantità di pelli.

* PELLE , dicono i fonditori quelvelo che comparisce sopra il metalloquando è fuso.

PELLICCIAIO. L’arte del pelliccia-io , se si volesse trattare di tutte le par-ticolarità che la riguardano, riuscirebbedi una lunghezza superiore di molto ailimiti che ci prefiggemmo osservare inquesto dizionario. Quegli che si dedicaa quest’arte, deve conoscere la storianaturale di tulli gli animali quadrupedie volatili le cui pelli lavora. Nè questacognizione gli basterebbe, converrebbe