Pellicciaio
aggiungerne altre che gli dessero il mo-do di valutarne il merito per iscoprire letante frodi che si fanno nel commerciodelle palli con pello o pelliccerie.
L'epoca a cui si uccidono gli animalie levasi loro la pelle, ha molta influenzasulla qualità, bellezza e durata dellepelliccerie. La maniera d' imballarle,per farne la spedizione, è importantis-sima, e tutte queste cose devono essereperfettamente conosciute da chi vuolcommerciare in pelliccerie. Quegli cheintraprendesse quest’arte senza tali ne-cessarie cognizioni andrebbe incontrosenz'altro ad una compiuta rovina.
In un’arte della natura di quella ondeparliamo, la sola teorica non basta; biso-gna aver solt’occhio gli oggetti, ed im-parare con una lunga abitudine a diecer-nere il vero dal falso , che spesso imitaperfettamente la natura; la qual adulte-razione bene spesso non si può conosce-re che col mezzo dei reagenti. Adunqueil pellicciaio ha bisogno assoluto di co-gnizioni chimiche, senza le quali nonpntrà perfezionare la tintura delle pelli,arte che, come più innanzi vedremo, ètuttora uell'infanzia.
Visitammo diverse offlcioe di pellic-ciaio e rimanemmo convinti che questoramo d'industria è fra qnelli i cui meto-di non soggiacquero per anco a quellariforma che lo stato delle scienze pro-dusse sopra molte arti industriali* che idotti studiarono di perfeziouare, creden-dole forse come più importanti. Que-st’ arte si è forse riguardato tropposoggetta ai continui cangiamenti chevi introduce il capriccio della moda, eche facendosi sopra sostanze fornitedirettamente dalla natura non interessasseabbastanza la maggior parte de’ compra-tori, per meritare profonde ricerche, e ilcontinuo aiuto di una scienza che le èindispensabile. Stimiamo essere queste leDa . Tecnol. T. IX.
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cagioni per cui quest’arte uon progredìcome doveva notabilmente.
Deir apparecchiamento delle pelli.
Se non si volesse considerare il pellic-ciaio che per quanto risguarda le sueoperazioni sulle pelli indigene, poco ciresterebbe a dire sull’apparecchiamentodi esse. Le pelli più pregiate traggonsidal Norie dell’ Europa, dall’ Asia , dal-l’Africa e dall’America , a prezzi più omeno alti, secondo che sono più o menorare. Queste peli hanno già ricevuto iprimi loro apparecchi, cui vengono as-soggettate dai popoli del loro paese na-turale, e mediante i quali conservaronoil loro colore e la solidità dei peli. Nonentreremo nei particolari di questi ap-parecchiamenti; quegli cui interessasseconoscerli, potrà vederli perfettamentedescritti da Orlando de la Platiere nelT. I deile Manifatture ed Arti dell’En-ciclopedia metodica. Troverà ivi e nellenote che tengon'dietro al discorso pre-liminare, quanto vi è d’interessante in-torno agli animali da cui il pellicciaiotrae le pelli di cui fa commercio. Peravere compiute cognizioni su questa par-te importante dell’arte, gli gioverà con-sultare il nuovo Dizionario di Storia na-turale.
Ciò che maggiormente interessa osser-vare negli ultimi apparecchiamenti chedeve dar l’operaio alle pellicce, per ren-derle atte agli usi cui si destinano, èammollire la pelle bagnandola dal latodella carne, senza lasciarla imbeversi diacqua, quindi stirarla col ferro comeabbiamo spiegato agli articoli alluda ecamosciaio. Queste operazioni sono im-portanti, e devono farsi , con diligenza,trattandosi di conservare tutti i peli,senza guastarne per uno in alcun modo.
La scarnatura è una operazione au-
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