Pepe
rilà ottengonsi solidi dopo seccati. Que-st’ è il pepe nero.
Il pepe bianco è lo stesso pepe neroinondalo dall* esterna sua boccia, il cheotliensi semplicemente facendo macerareil pepe nero per sei settimane. L'esternapellicola gonfiasi per I’ umidità, si apre,e si stacca da sè. Il pepe per questa ma-cerazione perde un poco della sua accre-dine, diviene bianco e liscio, in vece diesser nero e rugoso, com’è naturalmente.
L’ odore aromatico del pepe dipendein parte da un olio essenziale scolorito epiù leggero dell’acqua : oltengonsi circadue dramme di quest’ olio per libbra dii 6 once di pepe colla distillazione ordìnRria ; ma il sapore dell’ olio è meno pic-cante di quello del pepe medesimo ; men-tre coll’ alcoole ritraesi dal pepe una re-sina gialla verdastra, fornita di un sì for-te sapore di pepe, che n’ è quasi cau-stica.
Il pepe contiene inoltre un principioparticolare, scoperto da Lassaigne, cui siè dato il nome di peperino. Questo prin-cipio è senza sapore quando è puro escolorito ; ma, quando ritiene un poco diresina, esso ha un sapore ed un coloreverde giallastro, più o meno intenso, se-condo la proporzione che ne contiene.Cristallizza in prismi quadrangolari senza piramide : è solubilissimo nello spiritodi vino. La sua dissoluzione concentrataprecipita coll'acqua nella quale sembrainsolubile. L’acido acetico concentratola scioglie in molta quantità ; gli altri a-cidi, quando son deboli , non agisconosulla piperina, e concentrati la decompon-gono, e la alterano in diversa guisa.
Si fa uso della piperina come medica-mento in qualche paese, e la si estrae nelmodo seguente. Prendesi il pepe miglio-re, cioè il più aromatico, il più pesantee il più secco, quello che non galleggiasull’ acqua. Si macina questo pepe, e si
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mette a macerare ripetutamente nell’al-coole concentrato e bollente, in un lim-bicco ordinario a bagno maria. Si decan-ta questa prima tintura alcoolica, poi sene fa una seconda decozione, e così diseguito, finché il pepe ne resti compieta-mente spoglialo. Per non adoperare unatroppa quantità di alcoole, si distillano letintore a proporzione che oltengonsi, eadoprasi 1’ alcoole in nuove infusioni. Ilprodotto che ottiensi è una materia di nngiallo verdastro, alquanto molle, sparsadi punti brillanti, come pagliette micacee.Lavasi questa materia resinosa impastan-dola nell’ acqua fredda, poi la si fa bolli-re in una dissoluzione di potassa causti-ca ; quest’ alcali si unisce alla materiagrassa o resinoide del pepa, e la rendesolubile nell acqua. Si stempera nell’ a-cqua di nuovo , e si ottiene un sedi-mento untuoso e polveroso , conte-nente la piperina unita ad un poco dimateria grassa. Si tratta questo residuocon una nuova quantità di alcoole bol-lente ; si feltra, e se la soluzione è ba-stantemente concentrata , ottengonsi colraffreddamento dei cristalli moltissimocoloriti in giallo-verdastro, che si purifi-cano con nuove dissoluzioni e crislaliz-zaziorii. E' difficilissimo ottenere la pipe-rina perfettamente bianca ; anche tratta-ta col carbone animale, o con altre ma-terie atte a combinarsi coila materiagrassa colorante. Resta a sapersi seia pi-perina, spogliata d’ogni materia straniera,conservasse quelle proprietà febbrifugheche le vennero attribuite.
(R.)
* PEPERINO. Cemento naturale for-mato di cenere vulcanica ripiena di mi-ca, scorille e quarzo.
* PEPERONE (Capsicum annuwn).Pianta che produce una bacca coriacea,arida, la quale immatura ed acconcia inaceto si mangia per aguzzar l’appetito.