Band 
Tomo IX.
Seite
462
JPEG-Download
 

46 1 PERGAMENA

La si prepara come i cetrujuli abohta-ti (Y. questa parola).

* PERA. V. pero.

* PERCALE. Telerie di cotone piùfine dei calicò. Le prime pezze ci Ten-nero dall' Indie orientali, e principalmen-te da Pondichery , ove sembra essersiimmaginato questo genere di tele. Inoggi fabbricatisi percali di gran perfe-zione in Francia ed in Inghilterra. (L.)

* PERDUTO. I garzatori chiamano1’ operazione del garzo che si dà a’ drap-pi per pastrani.

* PERFORARE. Y. forabe.

PERGAMENA. La pergamena è co-nosciuta fino dalla più remota antichità,benché forse non la si preparasse contanta perfezione , come oggidì ; ma, ingenerale sapevansi preparare le pelli de-gli animali per iscrivervi sopra, e questofatto non è contrastabile.

L'arte di preparare la pergamena con-siste in certe manipolazioni necessarie perrendere la pelle degli animali bastante-mente sottile, e tuttavia solida, onde po-terla applicar facilmente a tutti gli usicui si destina.

La pelle di tutti gli animali potrebbesiridurre in pergamena. Tuttavia non sipreparano che le pelli di montone e dicapra per la scrittura, la stampa, ec. : lepelli di vitello, di capretti o ili agnelli a-bortili per la pergamena vergine o veli-na : le pelli di becco, di caprone, di lupopei tamburi ; quelle di asino pei timballi.Tutte queste pelli preparansi al modostesso, tranne qualche piccola differenza,secondo P uso cui si destinano.

Il fabbricatore di pergamena preparale pelli, prima di lavorarle, allo stesso mo-do del conciatore di pelli. Noi prendere-mo queste pelli al grado di preparazionedelle pelli in generale, per occuparci sol-tanto dell’arte di preparare la pergamena.

Quando le pelli sono uscite dai bagni

Pergamena

di calce, depilate e lavate, conviene sec-carle per modo che non »' inumidiscano,e possano venir facilmente lavorate. I| piccoli fabbricatori si servono di un cir-colo, ma a questo modo non sono maitese a bastanza, e riescono difficili a lavo-rarsi. I buoni fabbricatori adoperano unistrumento che ora descriveremo.

Questo istrumento ( Tav. XLII dellaTecnologia , fig. i) è formato di due rittiA,A , e di due traverse B,B , solida-mente riunite, che formano un gran te-laio forte e solido diretto contro il mu-ro. Il contorno del quadro, compostodi questi quattro pezzi di legno, è tuttoforato con moltissimi buchi di grandez-za tale da potervi introdurre a sfrega-mento duro delle cavicchie di bosso tor-nite, o più solidamente delle cavicchie diferro, rappresentate dalla fig. a. Questecavicchie sono forate perpendicolarmen-te al loro asse come quelle d’ un con-trabbasso, affine di fermare la cordicellacon cui si tende la pelle, girando la ca-vicchia. Al di sotto ile'telai, vi è una ta-voletta C che serve a poggiare gli utensilioccorrenti.

Per tender la pelle sul telaio, adoprao-si spiedi o bacchette (fig. 3 e 4), secon-do che 1’ estensione in linea retta è piùo meno grande. Si fanno sei buchi inlinea retta per lo spiedo , e quattro perla bacchetta. Questi fori si fanno con unistrumento tagliente come uno scalpellodi falegname , di larghezza uguale allasemicirconferenza dello spiedo, affine dinon rendere I’ apertura maggiore del di-segno , e non perdere alcuna porzionedi pelle. Uno spago che abbraccia lo spie-do si attacca alla cavicchia che si fa gi-rare per tender la pelle sul telaio. Lecavicchie si girano con una chiave di fer-ro (fig. £). Si vede nella fig. 6 lo spiedopassato nella pelle, al momento d' essertesa, o meglio allo stalo di tensione.