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Tomo IX.
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463
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Pergamena

La fig. 7 mostra separatamente la ta*voletta sopraindicata su cui si appoggia-no gii utensili, e elle si vede a suo luogoin C fig. i. Vedonsi nella fig. 7 i dueincastri FF ch’entrano esattamente neiritti, dove collocasi la tavoletta tenuta ilasostegni di ferro rappresentati dalla fig. 8.Essi entrano in due buchi quadrali fattial basso dei ritti, e appoggiano sul dinan-zi della tavoletta, si fermano ul di dietrocui galletti II che s' invitano alle loroestremità..

Il tutto così preparato, e bene ammollita la pelle, l’operaio la tende fortemen-te mediante le bacchette DDD o gli spie-di E ; egli attacca gli spaghi, e li passanelle cavicchie di ferro 1,1,1, ec. e la ten-de quant’ è possibile girando le cavic-chie culla mano, poi colla chiave di ferrofig. 5 . La fig. 1 mostra una pelle tesa aquesta maniera. Il più importante, in ta-le operazione, è tendere la pelle perfet-tamente in modo che non abbia alcunapiega nè ruga, al quale oggetto è essen-ziale che io spiedo o la bacchetta entriesattamente nei fori.

Generalmente si tendono le pelli piùtosto per lungo che per largo, secondogli usi, quantunque sarebbe vantaggio-so tenderle nell’altro verso per diminuirela spessezza verso la schiena della pelle.

Allorché la [ielle è ben tesa, I’ operaio[irende un utensile per iscaruarlu, cheora descriveremo.

Questo è un ferro tagliente, augnatosulle due faccie, con un manico di legno(fig. io), solidamente attaccatovi conuna chiavetta doppia ( fig. 1 2 ) che si faentrare con un leggero colpo di martello.La fig. 13 dimostra questo utensile. Iferri da scarnare hanno diverse forme, ela più usata è quella della fig. g. Primadi servirsi di questo coltello, lo si affiladal Iato che deve tagliare con un pezzodi acciaio.

Pergamena 4^5

L’ operaio prende il manico del col-tello con ambidue le mani, in modo cheil taglio sia perpendicolare alla superfi-cie della pelle : egli lo appoggia forte-mente di alto in basso, e ne toglie tuttala parie carnosa, quanto più ugualmenteè possibile, e non lasciavi che la pellepropriamente detta.

Gli stessi ferri da scarnare servono adaltre operazioni. Si rivolta il telaio sul*l’altra faccia dalla parte del fiore della[ielle, e vi si [lassa fui temente su tuttala superficie, il ferro medusimo, dallaparte del taglio smussato che non puòtagliare. Con questa operazione si nettala [ielle, e se ne spreme l'acqua. Impor-la che questo ferro non sia tagliente af-fichè non intacchi la pelle.

Dopo ciò si spolvera la pelle, dallaparte della carne soltanto, con calce spen-ta, secca e stacciata, sopra cui si fa scor-rere fortemente in tutti i versi una buo-na pietra pomice, perfettamente liscia, di4 a 5 pollici di larghezza. La calce silunetta prontamente per I’ acqua ritenu-ta dalla [ielle. Si fa scorrere la pomiceanche dalla parte del fiore senza peral-tro adoperar calce, operazione necessa-ria per la bella pergamena e per la veli-na. La pergamena comune si spolve-ra soltanto di calce per assorbirne 1’ 11-midità, renderla più bianca, e toglier-ne la untuosità elle nuocerebbe allascrittura.

Dopo queste due operazioni, indi-spensabili, si lascia la [ielle lesa fino aperfetta diseccaziooe . Bastano pocheore in estate : molti giorni sono tal vol-ta necessarii in inverno. Mentre seccasi,bisogna tenerla preservata dalle irregola-rità dell’ aria, dal sole e dal gelo. Inestate, conviene talvolta bagnarla, appli-candovi una tela od una pelle bagnata,[ier farla più lentamente seccare ; quan-do 1’ acqua vi penetrò, e si è ammollila