Saponi cosmeticif di oliva.
Agli Oli / di mandorle.
/ di palma.
Dalla unione di queste diverse qualità,in proporzioni variabili, profumate se-condo il gusto del consumatore, risulta ilninnerò infinito dei saponi di toeletta ,che presentali sotto mille forme diverse,e con nomi assai bizzarri, fanno o di-struggono la riputazione del profumiere.
Hi rado si profuma una sola specie diquesti diversi saponi ; si riconobbero pre-feribili i miscugli; alla conoscenza delleproporzioni deve applicare i suoi studimi fabbricatore geloso di mettere in com-mercio de’ buoni prodotti. Alcuni saponidi toeletta richiedono 1’ uso dell’ una odell'altra di queste specie.
Una volta fabbricavasi in Francia ilsapone di Windsor col sevo di montone,e perciò, la sua qualità era inferiore aquella del sapone inglese ; oggidì, me-scendovi una certa quantità di sugna odi olio di oliva, si perviene a imitarlocompletamente. Io ho veduto dei saponidi Windsor, fabbricati con miscugli di oli,e mi parvero i migliori. Il vantaggio che hail sapone così preparato è di deteriorarsitaen facilmente, anche ammettendo unaimperfetta saponificazione; essi conserva-no più lungamente l’odore dell'aroma ag-giunto, la bianchezza si perde men pre-sto, finalmente l’odor rancido del sevonon si distingue.
I saponi fabbricati coll’olio di palmasono di (qualità superiore, e debbonsipreferire, quando trattasi di saponi colo-riti; inoltre, posseggono naturalmente unodore caratteristico di viola, e lo comu-nicano alla pasta che si profuma anchealtrimenti. Sovente adopransi dei saponidolio di mandorle; essi sono assai bellie conservano un odore piacevole. Il loro
Saponi cosmetici a i 0
prezzo costringe il profumiere a farne po-co uso, e soltanto mescerli nei saponi diprima qualità.
Da alcuni anni, i profumieri misero incommercio dei saponi fabbricati con li-scive caustiche a 36°; questo metodo,eh 1 io descriverò, dev’essere abbandona-to da tutti quelli che preferiscono la buo-na qualità e la bellezza. Infatti, il saponecosì ottenuto è d'una bianchezza mirabi-le, lucido, non contenente che la propor-zione di acqua necessaria, e inconseguen-za vendibile il giorno dopo essersi fab-bricato. Ma esso ha molti inconvenienti,è d’una durezza estrema, poco solubilenell’acqua, per cui spumeggia difficilmen-te ; da ultimo dopo alcuni mesi perde unaparte delle sue proprietà e rendesi taleche non si può più considerarlo come unsapone.
Ordinariamente adoprasi il grasso diporco a prepararlo. Si pesano 20 chilo-grammi digrasso e io chilogrammi di lisci-va di soda a 3G° ; si fonde il grasso a mi-te calore; quando è semifluido vi si ver-sano cinque chilogrammi di lisciva, e siagita continuamente con una spatola dilegno, per un’ora. La temperatura ne-cessaria alla saponificazione non deve ec-cedere 65° , massime al principio del-l’operazione ; dopo questo tempo si ag-giungono gli altri 5 chilogrammi di lisci-va, mantenendo sempre una temperaturamoderata. La pasta formata, per l’unionedel grasso coll’alcali, dev’essere perfetta-mente omogenea, e la sua consistenzaaumentar sempre più e più, finché siabastantemente densa per colarla in unostampo, disposto a tale oggetto ; allorayi si aggiungono le essenze con cui vuoi-si profumarlo. All’ indomani il sapone èbastantemente duro; non differisce innulla, nell'apparenza, dal sapone ordina-rio; soltanto, occorre una maggior pron-tezza per ridurlo in paui, perchè un solo