228 Sbrancare
imbracare qualunque cosa per traspor-tarsi altrove ed innalzarla in alto.
* SBITTARE. V. sbiettare.
* SBORACCIARE, dicono gli oreficiil purgare dalla horrace i lavori.
* SBORRARE. Cavar la borra dachecchessia.
* SBOZZARE. V. ABBOzzare, digros-sare.
* SBOZZIMARE. Levare la bozzima.
* SBOZZOLARE. Il levare i bozzolidi seta di sulla frasca.
* Sbozzolare. Pigliar col bozzolo del-la molenda o sia materia macinata, Io chefa il mugnaio per mercede della suaopera.
* SBRACIARE. Allargar la brace ac-cesa perch’ella renda maggior caldo, ostuzzicare e sollevar la massa della cene-re, acciocché il fuoco nascosto appariscae si ravvivi.
SBRANCARE. Quando si son levatialcuni rami ad un albero, spesso vedesiil succhio, al più tardi nell’anno seguen-te, farsi strada per alcuni germogli chespuntano in varie parti. Se si lasciasserospuntare i ramoscelli che devono nascereda questi germogli, il succhio vi si diri-gerebbe in abbondanza, e si distrarreb-be dalle parti ove si vuole che vada dipreferenza, o per nutrire un innesto oper dar bell’ aspetto all’ albero. Quindilevansi questi ramoscelli quando hanno4 a 5 pollici di lunghezza, e che la pri-ma forza del succhio si sfogò nel produr-re questi germogli ; tale operazione di-cesi sbrancare. L’oggetto propostosi è dilevare i ramoscelli superflui, di .conser-vare un esatto equilibrio fra i rami dellespalliere, quelle che sporgono all’ innan-zi o crescono all’ ( indietro perpendicolarial muro. Quegli alberi i quali, come ilpesco, producono ogni anno una granquantità di rami deformi, si spossereb-bero prontamente, non darebbero che
Sbrancare
frutta mediocri, nè potrebbero venirepalificati se non si levassero i rami su-pcrflui a misura chc.si veggono allargarsie rinnovarsi ; ogni ramo deve trovare ilsuo luogo sul muro ove è aperto il ven-taglio , senza incomodare e neppur toc-care i rami vicini. Questa specie di po-tatura deve farsi alla fine di maggio o aiprimi di giugno, prevenendo quella dellaprimavera seguente, e legando subitocon vimini o con paglia i rami che si so-no lasciati. Simili regole esser devono diguida al giardiniere per ridurre gli albe-ri a cespuglio a contro-spalliera , a roc-ca :, ec. E' una delle operazioni più utili,ma insieme più difficili di quella profes-sione.
La vite si deve polare mollo corta ;quindi essa getta una quantità di ram-polli che si devono tagliare tosto che1’ uva è fatta. II vigore vegetativo di que-sto arbusto, cui levansi colla potaturaquasi lusti i rimessiticci dell’ anno in-nanzi, diffondesi in molti rami che po-trebbero distrarne il succhio e nuocereal raccolto attuale ed a quello avvenire.Alcuni di questi rampolli si formano sulvecchio tronco, ove non danno che ra-moscelli deboli, e dai quali nulla si puòsperare ; altri vengono nelle ascelle del-le foglie, sui rampolli verdi dell’annostesso. Bisogna levarli accuratamente,risparmiando principalmente le frutta etalvolta tagliansi anche le cime dei ramied una parte delle foglie. Il ramo con-servato attaccasi con un bacchetto di vi-mini o con paglia, acciò qor divenga ilgiuoco del vento. Ma bisogna diligente-mente guardarsi, nello sbrancare, dallospezzare il rampollo,il quale al punto vi-cino al tronco è fragilissimo. Facendoquesta operazione troppo tardi, i ventispezzano molti di questi rampolli ; fa-cendola troppo presto, spingendo il ram-pollo per piegarlo, si arrischia di rom-