Band 
Tomo XI.
Seite
440
JPEG-Download
 

44 ° Solecchio

rire i correnti rinzaffando con malta e cal-cina gl’intervalli; ma una tale disposizionenon è decente nè di bell'apparenza. Og-gidì si preferisce impanconcellare per disotto. Fa d’uopo aver cura che le facceinferiori dei panconcelli siano nello stessopiano orizzontale, perchè non occorranascondere le disuguaglianze con unagrossezza eccessiva di malta, il che cos-terebbe più caro, darebbe un lavoro pe-sante e soggetto a screpolare. Poscia get-tasi sui panconcelli, con una scopetta, ges-so o malta molto liquidi indi spianasi iltutto colla cazzuola, o collo sparviereche riesce ancor meglio. La malta o ges-so devono essere della maggior possibilefinezza.

Ne’ paesi ove il gesso e la malta soncari, si imbiancano soltanto i correnticolla calcina oppnre si tende al di sottouna tela o carta, che poi s'imbianca ; maquesto metodo ha un grande inconvenien-te poiché i sorci, che sanno con tantamaestria procurarsi 1’ accesso nell’ inter-no dei solai, correndo su questa tela tesavi producono un rumore molto incomo-do e che può paragonarsi a quello deltamburo.

I trattati d’ architettura e di costru-zione contengono molte particolarità sul-le varie maniere di fare i solai edi soppal-chi delle stanze; quello che abbiamo dettopuò riguardarsi come un riassunto ditutto ciò che più importa conoscere sulproposito. (Fr.)

* Solfato, dicesi anche per stanza atetto (V. soffitta).

* SOLARE (orivolo) V. orivolo so-lare, e gnomonica.

* SOLDO d'acqua , dicono i fontanie-ri quella quantità d’acqua che esce daun foro circolare di un soldo di diame-tro con una data velocità. I lombardi di-cono oncia.

•SOLECCHIO oSOLICCHIO. Stru-

SoLFiNEI.LI

mento da parare il sole, detto ancora pa-rasole e ombrello.

* SOLEGGIARE. Porre il grano oqualsivoglia altra cosa al sole.

* SOLERETTA. Arnese di ferro perdifendere le piante dei piedi.

* SOLETTA. Quella parte de’ cal-zari che si pone sotto il piede.

* SOLETTAIÌE, dicono i calzolaimettere la soletta alle scarpe.

* SOLETTURA. Tutto ciò che ser-ve di suolo o soletta alla scarpa.

* SOLFANELLI. I solfanelli si pre-parano con legno secco, canne, canapa-ie, carta o con qualsiasi altra sostanzafacilmente infiammabile.

Quando si adopera il legno si prefe-risce quello di alberella ben secco ; Io sisega in piccoli pezzi della lunghezza chesi vuol dare al solfanello, che suol esse-re un decimetro .- lo si sceglie quanto maiè possibile, senza nodi, lo si fa seccarein forno, poi tagliansi nella direzionedelle sue fibre in piccole assicelle con uncortello a mano.

E 1 questo lungo 6 decimetri, con uncapo ripiegato a guisa d’ anello, ed inse-rito in un piroue attaccato al banco ove1’ operaio taglia il legno ; l'altro capo tie-ne un lungo manico di legno che 1’ ope-raio tiene d’una mano, mentre coll’altradirige il legno sotto al coltello. Questolegno tagliato prima così in assicelle, ta-gliasi poscia trasversalmente in modo chesi ottengono piccoli fascetti quadrati. Unaltro operaio li prende a manciate perfarne mazzetti o fasci, che lega con filo,o fili di penerate, che sono que’ pezzettiche rimangono dall’ordito delle tele dopoche i tessitori levarono dal telaio i lorotessuti.fegati i mazzetti,un altro operaiovi batte sopra con una paletta, acciò ibastoncelli siano tutti ad uguale altezzaai due capi ; finalmente un altro operaiodà loro il solfo immergendone un capo