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1,i ne, le quali non debbono ricevere cheun fuoco per la cottura, e non si potreb-bero immergere nella vernice senza rom-perle o scioglierle. L’intonaco vetrosoadoperato è il minio o il litargirio in pol-vere. Questo metodo ha inoltre l’incon-veniente di nuocere alla salute degli ope-rai, che respirano una polvere venefica.
§. 3. — Ponimento per volatilizza-zione.
Questo metodo è uno dei più consi-derevoli, dei più antichi, e quello anchepiù vicino ad essere abbandonato.
Consiste a riempir la fornace o gliastucci d’un vapore salino o metallico,che stendesi sopra i pezzi incandescenti,e ne vetrifica la superficie.
Questo ponimento si fa nella stessafornace, sopra tutti i pezzi che la riem-piono ; oppure in astucci, soltanto suquelli che si vogliono verniciati.
Nel primo caso, io non so che siasiusata altra materia che il sai raarino.Yer-so il fine della cottura, allorché la forna-ce è portata al più alto calore, si trala-scia il fuoco, si chiudono le vie, e gettasinelle bocche della fornace incandescentedel sai marino, il quale si volatilizza pron-tamente, si decompone sulla superficiedei pezzi e loro cede il suo alcali, cheforma colla silice della pasta un intonacovetroso, sottile e fortemente attaccato ;esso ha la durezza d’ un vetro terroso,nè si solleva giammai in bolle o scaglie.Il solo difetto è l 1 ineguaglianza dell" in-verniciatura, perchè tutti i pezzi e tuttele loro parti non sono egualmente espo-ste al vapore.
Il secondo metodo consiste nello sten-dere sulla superficie interna degli astuccila materia vetrificabile che deve formar1’intonaco vetroso. Non usasi in questometodo, pochissimo seguito, che il litar-
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girio e l’acido boracico. Allorché la for-nace divenne incandescente, queste ma-terie si volatilizzano e avviluppano ilpezzo contenuto nell’ astuccio, d’ un va-por metallico o salino, che ne vetrificala superficie. Questo metodo ha il van-taggio di dare una vernice sottilissima,mentre le vernici dense per immersioneo per innaffiamento, alterano le forme edistruggono il finito degli ornamenti di-licati.
Gli astucci, che servirono ad una pri-ma inverniciatura, possono servire ad al-tre ancora, senza che occorra metterviuna nuova quantità di materia vetrifica-bile e volatile.
Articox,o III.
Cottura degli intonachi vetrosi.
Non tratteremo qui che dei rapportiche v’ ha tra la cottura di questi intona-chi e quelli della pasta ch’essi ricoprono.Questi rapporti offrono dei principii ge-nerali molto importanti, e noi non avre-mo più che a richiamarli quando parle-remo dei metodi di cottura delle diversesorta di stoviglie.
Considerando che sotto lo stesso pun-to di vista la cottura completa d’una sto-viglia, vale a dire, la cottura della pasta equella dell’ intonaco vetroso, si pervienea conoscere che le stoviglie offrono duemodi generali di cottura, che noi distin-gueremo in cottura semplice od unica , ein cottura doppia.
§. i.- Cottura semplice ed unica.
Essa appartiene a tutte le stoviglie, lacui pasta e il cui intonaco vetroso si pos-sono cuocere alla stessa temperatura, ein conseguenza nel medesimo tempo.
Si trovano, in questa classe, le stori-