i yG Stoviglie
di seguito, nella stessa fornace, o in for-naci diverse, anche per capacità.
Nella prima divisione, l’alta tempera-tura (che giunge talvolta a i/}o gradi delpirometro diWedgvvood) conviene ugual-mente ali’ intonaco vetroso e alla pasta .Nella seconda divisione, l’alta temperatu-ra, che di rado giunge ad 80 gradi del-lo stesso pirometro, serve per la pasta oil biscuit , e la bassa temperatura per lavernice o smalto.
•Tali sono i principii e i rapporti ge-nerali della cottura delle paste e del bi-scuit, cogli intonachi vetrosi che gli ri-cuoprono.
Offriremo lo sviluppo di questi prin-cipii nelle molte applicazioni che dovre-mo farne alle diverse sorta di stoviglie.
Capitolo IV.
Cottura , Fornaci , condotta e influenzadel fuoco.
L’oggetto essenziale della cottura del-le stoviglie è di dar loro una tale solidi-tà che si possano maneggiare senza rom-perle, e tale densità da renderle più omeno impermeabili ai liquidi. In pro-gresso si pensò di dar loro una maggioreappariscenza, di avvivarle con certi colori,e si pervenne fino a richiedere in questepaste una translucidezza piacevole.
Il primo scopo è talmente il principa-le, ed il solo essenziale , che trovansidelle stoviglie le quali non ricevetteroalcuna reale cottura. I popoli dei paesimeridionali, i soli che ne fabbricassero,si contentarono di lasciarle fortementeseccare all’ardore del sole. Se ne citanodell’Egitto e dell’ India ; ma se ne tro-vano ancora in assai maggior numero lequali non provarono che 1’ azione d’unfuoco sì debole, che appena può dirsicoltura.
Stoviglie
Ora, si dovrà considerare che similistoviglie fossero,e vengano tuttavia di radoesposte a maneggiarsi o a conservare deiliquidi. Tali sono i mattoni non cotti deipopoli meridionali dell’Asia e dell’Africa ,quei vasi delle antiche nazioni, quasi e-sclusivamente destinati ad ornamento del-le abitazioni e a porsi nei sepolcri ; quellidegli Indiani e di altri popoli, sì moder-ni, che della più rimota età, destinatipiuttosto a conservare o misurare dei ce-reali che a contenere dei liquidi.
Quasi tutti questi vasi giallastri, ros-sastri o neri, gli antichi ugualmente chei moderni, costruiti presso a poco collestesse materie, lasciano trapelare più omen prontamente l’acqua che vi si versa.
Noi faremo osservare, nella cotturadelle stoviglie, come viene praticata neipaesi più inciviliti, le estreme differenzedi temperatura. In alcune circostanze ,questa temperatura non può dare allapasta la nacessaria densità per renderlaimpermeabile all’ acqua, e tuttavia mol-tissime di queste stoviglie servono all’og-getto di conservare dei liquidi, ed anchedei liquidi bollenti ; ma i moderni tro-varono nelle vernici piombifere, postesicomunemente sopra queste stoviglie mol-li, facili e sicuri mezzi di renderle im?permeabili. Vedremo che queste vernicierano pressoché sconosciute agli antichi,come non si conobbero che assai tardipresso i moderni, e che nè gli uni nègli altri possedevano i mezzi di dare laimpermeabilità alle paste, in sè stessetroppo fusibili per acquistarla ad un’altatemperatura.
Una bassa temperatura lascia dunquealle paste ceramiche la loro porosità egl’inconvenienti che ne derivano negliusi domestici, non vengono compensatidal piccolo vantaggio che offrono questestoviglie, di sopportare, senza romper-si, le repentine (nutazioni di temperatu-