aio Stoviglie
sede le condizioni necessarie per cuocerele stoviglie che richieggono la più altatemperatura; quest’ esempio è la cottu-ra della porcellana, da me veduta prati-care a Berlino con costante riuscita. Oc-corrono però alcune mutazioni nella dis-posizione degli alandieri ; essi debbonoavere una maggior estensione, a (ine dicontenere una maggior quantità di tor-ba, perchè produce meno calore della le-gua. E' necessario abbruciarla sopra unagraticola che lasci cadere in una fossa lagrande quantità di cenere prodotta. Fi-nalmente, siccome essa lascia molta cene-re, le casette debbonsi lutare con diligen-za ; tuttavia i pezzi più vicini all’ ingres-so dei fuochi nella fornace trovansi or-dinariamante sparsi di piccole macchie.
E' anche necessario che la torba siain glebe solide e di tale qualità che nontrovasi facilmente in tutti i paesi.
§.a. — Condotta delfuoco.
Malgrado le molte differenze che ri-sultano dalla forma della fornace, dallanatura del combustibile , dalla qualitàdella stoviglia, si possono tuttavia stabi-lire alcune regole generali.
Non vi è quasi cottura alcuna di sto-viglie che non si divida in due tempi,cioè il piccolo fuoco, e il gran Juoco : ilche prova doversi riscaldare gli oggettida cuocere con qualche lentezza.
Nel piccolofuoco, che ben distintamenteapparisce soltanto nelle fornaci ad alan-dieri, il combustibile si getta nel fondodel focolare, e talvolta anche ponesi dinan-zi e presso la bocca. Se adoprasi legna, ifuscelli geltansi alla rinfusa, incrocicchia-ti, o in posizione verticale; le bocche su-periori si accecano sovente con piastreo trabocchetti, e 1’ aria entra per le in-feriori. Svolgesi molto fumo ; ma sicco-
Stovigme
me scarseggiasi il combustibile, la forna-ce non n’ è ingorgata.
Allorché la fornace acquistò una tem-peratura sufficiente, che varia tra il ros-so cupo e poco visibile e il rosso cilie-gia, si dà principio al gran fuoco. Ordi-nariamente preparasi il combustibile chedà maggior fiamma; se è legna, la più mi-nuta. Ponesi accuratamente in posizioneorizzontale, nel focolare e sopra la boccadi esso; la legna è sostituita al trabocchet-to che la chiudeva ; allora si acceca labocca inferiore totalmente od in parte,quando i focolari ne abbiano una. Latemperatura si aumenta rapidamente ; ese non si caricano troppo i focolari, nonsia il combustibile troppo umido, even-ga disposto in guisa di lasciar all’aria unfacile ingresso tra i fuscelli, il fumo di-minuisce e dissipasi anche totalmente sesi adopera legna bianca ; non formansipiù brage che poco o nulla, e la forna-ce acquista prontamente la temperaturaa cui deve giungere.
La durata del piccolo fuoco rispetto aquella del gran fuoco è differentissima,secondo la natura delle stoviglie. Per lamaiolica fina, la durata del piccolo fuocoè circa la metà di quella del gran fuoco;mentre nella cottura della porcellana se-guesi il rapporto inverso : il piccolo fuo-co dura talvolta il doppio del gran fuo-co, e ordinariamente due quinti di più.Ciò anche dipende dal volume, dalla de-licatezza e dall’importanza dei pezzi chesi cuocono.
Abbiamo detto che le fornaci cilindri-che ad alandieri avevano il vantaggio,sopra le fornaci semicilindriche ad un so-lo focolare laterale, di poter essere riscal-date in tutte le loro parti ad una tem-peratura all’ incirca uguale ; ma è diffi-cilissimo amministrare il fuoco per otte-ner questo scopo. Nelle semicilindriche,sapevasi esservi una grande differenza tra