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Tomo XII.
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Stoviglie

ai liquidi, che si cuoce, è vero, ad unatemperatura superiore a quella delle ma-ioliche comuni, ma anche assai inferiorea quella dei gres-cerami, esovratlutto del-le porcellane dure.

"Vuoisi evitar la fusione nella cottu-ra delle paste ; non è così parlando diquella delle vernici, degli smalti e dellecoperte, cui occorre una completa fusio-ne, la quale peraltro non sia troppo fa-cile, nè troppo liquida, pei motivi indica-ti al capitolo III degli Intonachi vetrosi.

Ora, questo grado di fusibilità tanto,importante a conoscersi, è difficilissimoa determinare con qualche esattezza.

Io sperimentai diversi metodi, che nonhanno peranco la precisione eh’ io desi-dero, e spero di ottenere. Sarebbe trop-po lungo descriverli in questo luogo ; miriservo di farli conoscere quando crede-rò di esser giunto alla precisione neces-saria allo scopo eh’ io mi proposi.

E' già noto chele vernici piombifere,nelle quali 1’ ossido di piombo entra ingrande proporzione, sono le più fusibili,e che le vernici puramente terrose ed al-caline, come il feldspato, sono al contra-rio le meno fusibili. Questi estremi è fa-cile conoscerli, ma è difficile la conoscen-za degli stati intermedii, che dilferisconotra loro per gradazioni incerte e inde-terminabili ; eppure, da queste leggeredifferenze di fusibilità degli intonachi ve-trosi, dipendono lo splendore e la solidi-tà di queste vernici, vale a dire una dellepiù belle e delle più importanti qualitàdelle stoviglie.

Articolo II.

Proprietà diverse delle paste ceramiche.

Prima di terminare 1’ esposizione del-le considerazioni generali che offrono lestoviglie nella loro fabbricazione e nelle

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proprietà che acquistano le loro pastecolla cottura, ci resta di esaminare alcu-ne di tali proprietà, che non derivanoimmediatamente, come la precedente, dal-l’influenza del fuoco e dalla cottura.

Tali sono , la dilatabilità delle pastecomplete, Ja loro tenacità, la proprietàconduttrice del calore, la proprietà igro-metrica. Yedremo, con dispiacere, che po-chissime sono le nostre cognizioni a talproposito.

§. i. — Tenacità.

La tenacità delle paste complete nonè sempre, come potrelibesi credere, re-lativa alla loro tessitura ; e la stessa fra-gilità loro non accordasi esattamente col-la tenacità; essa dipende dalla facilitàcon cui il moto di percossa si propaga nelcorpo, e dall’ aderenza delle parti diquesto corpo tra loro. Conosciamo, peresperienza giornaliera e per la osserva-zione più semplice, che le stoviglie ditessitura grossolana, le quali percosse nonsi rompono facilmente, sono pochissimotenaci. Infatti le loro parli hanno pocaaderenza tra loro, e la più piccola incur-vatura basta a separarle, mentre la poro-sità della loro pasta si oppone alla pro-pagazione della percossa.

Fra le paste dense, si osservò che com-poste di materia vetrosa alcalina, resaopaca da materie terrose come interpo-ste avevano assai più tenacità, di quelloche le paste vetrose di composizione pres-soché unicamente terrosa. Le porcellanetenere, come quelle di Tournay ed an-che quelle che fabbricavansi a Sevres ,resistevano assai più alla percossa, che igres e la porcellana dura i quali si spez-zano al menomo urto.

Convien dunque non confondere latenacità che dipende dalla coesione delleparti, la quale si misura dalla resistenza