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Tomo XII.
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che oppone a rompersi per pressione,colla tenacità, che consiste pure in unaresistenza a rompersi colla percossa. Laporcellana dura, dalla quale la menomapercossa ne stacca delle schegge con fa-cilità, offre molto più coesione delle ma-ioliche comuni, che si possono colpireanche fortemente senza staccarne unascheggia. Per altro simili valutazioni dicoesione non sono che approssimative enon si possono che presumere senzaesprimerle in alcun modo preciso riè conalcuna certezza.

Boch Buschmann, eh’ io ebbi moltevolte occasione di citare in quest’artico-lo, inventò un istromento atto a far co-noscere, con una esattezza che sembrasufficiente in pratica, il grado di coesio-ne o di tenacità di alcuni corpi fragili .Quest’ istromento, la cui descrizione ri-chiederebbe assai minuti dettagli parti-colari nonché una figura complicatissi-ma, trovasi descritto nel Bollettino del-le Scienze , della Società Filomatica ,marzo 1809, pag. 3ii, e figurato Tav.5, cui rimandiamo.

§. 2. - Dilaldbililà.

Non possediamo peranco alcuna no-tizia precisa su questo punto importan-te ; sappiamo soltanto che le paste ce-ramiche cotte, sono, in generale come lepietre ed i vetri, assai meno dilatabilidei metalli ; ma v’ha peraltro una con-siderazione molto importante, la qualepuò servire a comprovare quanto sareb-be illusoria l’idea di usare il platino co-me pirometro. Si rifletterà che, secon-do le esperienze di Dulong e Petit, ladilatazione del vetro essendo espressa ,per la temperatura dai o° ai 3oo° cen-tigradi, dào,oo3o32; quella del plati-no è espressa, tra i medesimi limiti ditemperaturaj dà 0,002754; ora, se,

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cóm’è'probabile, le pasto ceramiche especialmente la porcellana hanno una di-latazione analoga a quella del vetro, ilsostegno di pasta ceramica infusibile chesi darebbe a una barra di platino, prove-rebbe più dilatazione della barra mede-sima ; è anche possibile che questi rap-porti cangiano ad altissime temperature,cangiando essi tra limiti sì poco distantida ioo° a 5oo° .

. §.3. — Conducibilità del calore.

Sappiamo qualche cosa di più su tal*proprietà fisica delle paste ceramiche ,per le esperienze di Besprelz rispetto al*le leggi della propagazione del calore noicorpi solidi.

Come dovevasi attendere, la porcel-lana e la terra cotta dei fornelli, le solepaste da lui sperimentate , conduconoassai men bene il calore di quello che ilmetallo meno conduttore, come il piom-bo ; e probabilmente dipende da taleproprietà, almeno in parte, oltre che dallamancanza di tenacità, la facilità sommacon cui le paste ceramiche più compattoe più omogenee si rompono pel cangia-mento di temperatura : ma è assai par-ticolare che la porcellana di tessituradensa sia un men buono conduttore delmarmo bianco a tessitura granellosa ecristallina , almeno per quanto risultadalle esperienze di Despretz, dal qualeprendiamo quanto segue rispetto allaconducibilità di due paste ceramicheparagonate a due conduttori il miglioree il peggiore.

Oro. . ..

1000

Piombo. ,

<79i°

Marmo.

23,6

Porcellana.

12,2

Terra cotta dei fornelli

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