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Tomo XII.
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224 Stoviglie

sieno bastantemente infusibili e poco al-terabili per resistere all’azione di un fuo-co che deve sempre almeno portarsi finoall’ incandescenza rosso-cupo, e soventeanche al di là. Tale condizione escludeperciò tutte le materie organiche o diorigine organica, tutti i metalli i cui os-sidi sieno volatilizzabili a una bassa tem-peratura, e quelli finalmente i cui ossidipotrebbero perdere il proprio colore oconsiderabilmente alterarsi.

Le materie coloranti e scoloranti dellestoviglie, si possono classificare sotto tredivisioni : i. Gli ossidi metallici e le ocreo terre colorite naturalmente da questiossidi ; 2 . i lustri metallici ; 5. i metalliallo stato metallico completo.

§. i. — Gli ossidi e le ocre coloranti.

Adopransi talvolta gli ossidi puri osemplicemente mesciuti tra loro : questometodo ricevette a’dì nostri un’estensio-ne illimitata ; gli antichi lo conoscevanoappena. Adopransi anche delle terre ar-gillose naturalmente colorate, dette ocre,oppure delle argille che si colorano conossidi metallici, come si pratica nel me-todo che distinguesi col nome di ingab-biatura.

Gli ossidi metallici nelle condizionisopraindicate non aderirebbero sulla piùparte delle paste ceramiche, nè acquisterebbero alcuno splendore, alcuna verniceper l’azione del fuoco, se non fossero ve-trificabili. Per dar loro questa doppia fa-coltà, o aumentarla in alcuni, aggiungesia tutti questi colori un fondente. Que-st’ è un vetro generalmente composto disilice, di alcali, potassa o soda, e più so-vente questa che quella, di borace e di os-sido di piombo.

Questi cinque materiali non vengono

Stoviglie

ordinariamente riuniti, ma però sonoquelli che, insieme o separatamente, o adue a due entrano nella composizione deifondenti dei colori vetrificabili.

Talvolta questi fondenti vennero pri-ma fusi, od almen ridotti in fritta coll’os-sido metallico, per cui il colore è un ve-tro colorito e polverizzato ; tali sono igialli di piombo e di antimonio, gli az-zurri di cobalto, alcuni verdi, alcuni neried alcuni bruni. Tal’altra essi sono sem-plicemente mesciuti coll’ ossido, e fon-donsi insieme sopra la stoviglia. I grigi,alcuni verdi, i rossi ed i gialli d’ ocra,preparati col ferro o collo zinco ; i rosei,porporini e i violacei, preparati coll’ orosono di tal fatta. Tutti questi colori so-no dunque, in ultimo risullamento, ve-Irificati ; perciò appunto diconsi colorivetrificabili.

Allorché l’intonaco vitreo che ricoprele stoviglie è terroso, cioè propriamentequello da noi detto coperta , come nelleporcellane dure e nei gres, i colori han-no bisogno, per incorporarsi colla stovi-glia, di molto fondente. Quando,al con-trario, spettano all’ intonaco vetroso di-stinto coi nomi di vernice e di smallo ,siccome simili intonachi sono già compo-sti all’incirca a guisa dei colori vetrifica-bili, essi ammollisconsi per 1’ azione delfuoco necessario a fondere i colori, cosìoccorre assai meno fondente, e talvoltaanche non ne occorre punto. Tali so-no le maioliche fine e comuni, le por-cellane tenere, i gres con vernice piom-bifera, ec.

I colori che si danno alle stoviglie s*pongono :

A, nella pasta medesima ;

B, sotto l’intonaco vetroso ;

C, nell’ intonaco medesimo ;

D, sopra quest’ intonaco, eh’ è il casopiù comune.