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Tomo XII.
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Stoviglie

ordinarie ; quest' è anche il caso princi-pale in cui si ponga sotto la vernice unamateria colorante. Peraltro spettano aquesto caso: i.°gli ornamenti in azzurroche metlonsi immediatamente sulla por-cellana dura o sul biscuit della porcella-na tenera ; 2. 0 i fondi azzurri di que-st’ ultima porcellana : la coperta nel pri-mo caso e la vernice cristallina nel se-condo pongonsi sopra i colori e gli ri-coprono.

C. Colori nella vernice.

Questa circostanza è rara, e il risul-tato quasi sempre imperfetto ; non sipossono ottenere, per esempio, da que-sto metodo, che fondi bruni, azzurrastri,giallastri, verdastri, delle maioliche co-muni, la cui vernice , o piuttosto losmalto, si mesce con ossidi metallici atal uopo.

Si sperimentò di colorire a tal modola porcellana dura, e non si ottenneroche colori foschi; e siccome lo splendoree la vivacità dei colori sono qualità es-senziali di questa bella stoviglia, conven-ne abbandonare un metodo che sarebbestato economico.

Finalmente, è necessario che i colorie la vernice sieno ugualmente fusibili allastessa temperatura; e siccome questatemperatura è sovente altissima, pochis-simi sono g^ ossidi metallici da usarsi.

D. Colori sopra V intonaco vetroso.

Questa è la maniera più ordinaria, lapiù svariata ne’ suoi risultati, talvolta lapiù facile e tal altra la più difficile di ab-bellir le stoviglie ; poiché dipende dallapittura in colori vetrificabili, ch’è la par-te delle arti ceramiche intimamente lega-te a quanto v' ha di più perfetto e diffi-cile nelle arti del disegno. Noi non se-

Stovigmf.

guiremo questa mirabile applicazione, eparleremo soltanto, come si siamo pro-posti, dei colori vetrificabili riguardaticome uit mezzo di ornamento.

Le stoviglie sulle quali usasi questoquarto metodo di coloramento, debbonoessere interamente cotte in biscuit, incoperta, in ismalto o vernice, benché pon-gansi talvolta i colori sul biscuit , cioè sul-la pasta cotta senza vernice.

Questi colori, di cui feci conoscere iprincipii debbono esser sempre più fusi-bili della vernice sui quali si applicano ;talvolta i gradi di fusibilità sono tantodiversi, che la vernice, o piuttosto la co-perta, non prova alcun cangiamento perla cottura dei colori che vi si posero ; al-lora essi conservano all’ incirca la tintache avevano prima della cottura, acqui-stando la trasparenza e lo splendore chesi ricercano ; ma queste qualità non sonosempre tanto perfette da poter soddisfarl’occhio completamente. E siccome l’ade-renza contratta colla coperta è debole,sono soggetti a staccarsi in iscaglie. Laporcellana dura e i gres-cerami senza ver-nice sono le sole stoviglie che offrano untale rapporto tra i colori e il loro ecci-piente.

Allorché invece la vernice e Io smalto,senza fondersi completamente, si ammol-liscono quanto basta perchè i colori vipenetrino, la lucentezza è più completae profonda. Questi colori aderiscono per-fettamente allo smalto, per cui non v’ hapiù a temere che si stacchino in iscaglie,qualunque sia l’intensità e il numero deifuochi cui si sottomettono; peraltro can-giano tinta, acquistano talvolta qualchetrasparenza, e producono un minor ef-fetto.

Queste mutazioni di tinta che gli smal-li e le vernici fanno provare ai colori nondipendono soltanto dalla compenetrazio-ne che risulta pel toro ammollimento al