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Tomo XII.
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Stoviglie

fuoco ; ma dipendono anche dalla chimi-ca azione che gli alcali, i sali, gli ossididi piombo e di stagno, componenti glismalti e le vernici, esercitano sugli ossidicoloranti.

Le maioliche comuni e fine, i grescerami coperti di vernici piombifere, leporcellane tenere sono le stoviglie in cuigli smalti e le vernici hanno appunto, coicolori vetrificabili, questi rapporti.

Si possono dedurre, da quanto abbia-mo esposto, non che da altre considera-zioni, che la pratica suggerisce, le seguen-ti conseguenze :

1. I colori posti sopra un eccipienteche non si ammollisce al fuoco in cui sicuocono, rimangono inalterati ; se sonoposti sopra un recipiente che si animo!lisce, e quindi può reagire sopra di essi,la loro tinta si altera e talvolta in modostraordinario ; i bruni divengono rossa-stri, e i rossi dileguansi o rendonsi gial-li, ec.

2 . Qualunque sia 1’ eccipiente sul qua-le si pongono i colori, essendo essi opa-chi, prima della cottura divengono dappoitrasparenti, od almeno translucidi.

5. A queste due cause di mutazionipiù o meno complete, se ne aggiungeuna terza, che risulta dall 1 azione dei co-lori gli uni sopra gli altri, quando jsi so-no mesciuti o sovrapposti senza primabadare alla scambievole loro reazione.

4- I colori resistenti senz 1 alterarsi allatemperatura necessaria a cuocere le ver-nici, gli smalti, o le coperte delle stovglie diconsi colori al gran fuoco. Sonoquesti, per le porcellane dure, 1' azzurrodi cobalto, il verde di cromo, ec.; per lemaioliche, i gialli di antimonio, i brunidi manganese, i verdi di rame, gli azzur-ri di cobalto.

5. I colori che non potrebbero resi-stere a sì alta temperatura senz’ alterar-si, per cui si debbono cuocere ad una

Stoviglie aag

temperatura molto inferiore, che nongiunge a quella della fusione dell’ argen-to, diconsi colori di riverbero.

§■

1 lustri metallici.

Questo è un genere di decorazione nelquale i colori partecipano un poco dellosplendore metallico , oppure i metalli,estremamente divisi e adoperati alla ma-niera dei colori, debbono acquistare illoro splendore metallico colla cottura ,senza venire imbruniti. Si possono am-mettere cinque sorta di lustri metallici.

A. Il lustro cT oro.

Esso ha perfettamente il colore del-1’ oro, e acquista lo splendore metallicostrofinandolo semplicemente con un pan-nolino.

Lo si ottiene precipitando una disso-luzione d’ oro coir ammoniaca ; il preci-pitato è il cosi detto oro fulminante -,siccome esso fulmina quando è secco,conviene prenderlo ancor umido, e me-scerlo con olio essenziale di trementina ;senza alcun’ altra aggiunta, stendesi conun pennello sulla vernice come si farebbed 1 un colore. Si passa la stoviglia al fuo-co di muffola, esso vi aderisce e acquistalo splendore metallico stropicciandolo for-temente con un pannolino.

Si riconosce una simile doratura quan-do l’oro internamente ed esternamenteoffre dovunque lo stesso splendore e pu-limento, senza distinguer traccia di bru-nitoio.

Siffatta doratura, estremamente sottile,non ha la solidità nè la durata della do-ratura di cui parleremo.

B. Lustro di platino.

Si prende una dissoluzione concentra-