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Tomo XII.
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a/jo Stoviglie

ai tempi di Plinio avevano un valore

considerevole.

Questo metodo si usò frequentissi-mamente per le piccole tombe, e se netrovano ancor moltissime nell 1 antica E-truria, e per costruire quella sorta d’or-namenti dell 1 orlo dei tetti piani chia-mati antefixe.

Le figure antiche di terra cotta nonsono men numerose degli ornamenti ,peraltro di piccola dimensione: tuttaviagli antichi sapevano costruirne di gran-dissime. Plinio cita una statua di Gio-ve, nel Campidoglio, ed una di Ercoleancor celebre a 1 suoi tempi; egli aggiun-se una lunga ennumerazione degli arti-sti che erausi distinti nella plastica. Fi-nalmente, venne scoperta a Poma unaBaccante di grandezza naturale del piùdistinto lavoro (a).

Non si può dire che questa parte del-le arti ceramiche sia rimasta sconosciutae nemmeno totalmente negletta dai mo-derni ; ma è assai singolare che siasipressoché unicamente applicata ad og-getti senza alcun stile, senza gusto e sen-za pregio, come sono le figure vestite,delle quali si popolano alcuni giardiniin Francia , le informi figure mitologichee allegoriche poste sopra le stufe, ec.

SECONDA CLASSE.

Stoviglia comune.

“ Quest 1 è una stoviglia a pasta omo-,, genea, tenera, di spezzatura terrosa,„ di tessitura porosa, opaca, colorila, rico-,, perta d’una vernice translucida piom-„ Infera „ .

La pasta è composta di argilla figuli-ne ed anche plastica, di marna argillo-sa, di sabbia.

(a) Lettera di Pietro Visconti a Raoul-Rochìet, Roma , i.° luglio 1829.

Stoviglie

L 1 intonaco vetroso , principalmentapiombifero, è tratto dalla galena, dal litar-girio o dal minio, colorito col mangane-se e col rame.

Il lavoro è grossolano ; si fa sul tor-nio a ruota, ordinariamente senza stam-pi nel modellarlo.

La cottura è semplice, sovente dop-pia ; la sua temperatura è bassa, ed e-steridesi dal rosso bruno fino al rossobiancastro. E' la stessa temperatura delbiscuit e della vernice.

La fornace è semi-cilindrica oriz-zontale, altissima, sovente divisa in duelaboratoi.

I pezzi si cuocono senza astuccio, an-che verniciati, e s’infornano posti l'unosopra l’altro.

Quest’è una delle stoviglie più popo-lari e piò antiche; la prima è la piùsemplice, non che la più grossolana perogni riguardo.

I suoi vantaggi sono di resistere alfuoco dei focolari domestici senza rom-persi, e di essere poco costosa ; nellefabbriche i piatti si pagano ordinariamen-te un franco e mezzo alla dozzina, e tal'volta anche meno.

Ma tali stoviglie di terra porosa nonhanno alcuna tenacità ; si lasciano facil-mente penetrare dai corpi grassi . Laloro vernice piombifera, tenerissima, puòin qualche caso, nuocere alla salute.

Si studiò di perfezionarla rendendolad una pasta più compatta e dandole unavernice puramente terrosa, fusibile per-altro al pari della piombifera. Fourmysi è molto occupato di tale argomento ,ma sembra che non abbia potuto in-trodurre un tale perfezionamento nellafabbricazione in grande, usuale ed eco-nomica, e nemmeno ottenerla al bassoprezzo della stoviglia comune con ver-nice piombifera. Siccome il costo è laqualità preferita dal popolo, « siccome