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Tomo XII.
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Stoviglie

A Sarguemina, nel dipartimento del-la Mosella , a San Clemente ed a Lune-ville, nel Dipartimento della Meurlhe, sifabbrica questa stoviglia, che, come ve-desi, è media tra la maiolica comune ela maiolica fina.

I suoi pezzi possono acquistare for-me eleganti ed essere bastantemente leg-geri, collo smalto di un bel bianco lu-cente e duro della maiolica comune;ma questo smallo, grosso ed opaco ren-de goffe le forme ; inoltre, questa stovi-glia è di un valore che si accosta troppoa quello della porcellana, per darle lapreferenza. I piatti di 32 a 24 centime-tri di diametro si vendono la dozzina aParigi :

Di Sarguemina .... 5 franchi.

Di San Clemente ... 5 ,,

Di Keller a Lune ville . 3 a 5 „

La maiolica fina è una fabbricazionecompletamente moderna. Non si può as-segnar rigorosamente il tempo in cui ven-ne introdotta, perchè non comparve tut-to a un tratto colle qualità e coi carat-teri che le sono proprii.

Si fabbricavano da molto tempo del-le stoviglie comuni molto stimate nelStaffordshire, a Burslem , adllanley, ec.,questi luoghi erano già rinomati per ta-le fabbricazione nel 1686, allorché ildottor Pioti scriveva la storia di questacontea. Le stoviglie fabbricate colla buo-na argilla del paese, cotte economica-mente col carbon fossile, venivano ver-niciate con piombo solforato, ed aveva-no un grandissimo smercio.

Verso il 1690, si cangiò la vernice, esi perfezionò la pasta dai fratelli Ellers ,che introdussero il metodo di verniciarecol sai marino gettato nella fornace verso>1 fine della cottura, come si spiegò al-1 ' Art. 2 del Cap. III.

Stoviglie 3G9

Soltanto verso il 1700 la pasta ricevèla qualità pregevole che osserviamo, perl’introduzione della selce : tale scoper-ta si attribuisce ad una circostanza al-quanto curiosa.

Il cavallo del signor Astbury, pento-laio della contea di Staffbrd, andando aLondra venne attaccato, nel luogo dettoDunstable , da una oftalmia. L’oste delluogo consigliò Astbury di adoperar perguarire il suo cavallo la selce calcinata .Questi scuoprendo che la selce, di neraeh 1 era prima, assumeva un color biancoopaco colla calcinazione, pensò eh’ essapotrebbe anche imbianchire la pasta del-le sue pentole, la quale era rossastra .Egli effettuò quest 1 idea, e ottenne gliutili risultamenti or da noi conosciuti.Ma la vernice era sempre di piomboquasi puro, o di sai marino, fino versoil 1760, al qual tempo si trasportaronodalla Francia in Inghilterra le maiolichedette terra da pipe, ricoperte d’una ver-nice più brillante.

Wedgwood era fabbricatore di stovi-glie in quest’istessa contea ; egli adope-rò le cognizioni e l’ingegno che posse-deva, a perfezionare il biscuit e la ver-nice delle stoviglie del Staffordshire , epervenne, verso il 1763, a stabilire unafabbricazione estesa, con metodi mecca-nici, d’una maiolica fina, di biscuit com-patto, finissimo, coperta d 1 una vernicetrasparente, dura, benissimo fusa, cui,pel suo colore bianco leggermente gial-lastro, si sostituì il nome di creain color,a quello di gueens ware , per la pro-tezione accordatagli dalla Regina d 1 In-ghilterra.

Il celebre autore di questo perfezio-namento, che lasciava dietro di sè le ma-ioliche fine francesi e quant’altre mai,creando una stoviglia affatto nuova , evariandone le composizioni, moltiplicòle qualità pressoché all’ infinito, eseguì