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lontana dal vero quando l’opera vennepublicata (nel 1771). Preparavansi alloratre qualità di pasta, secondo il sito chei pezzi dovevano occupare nella fornace.Quella del mezzo era più fusibile di quel-
Stovigme
la dell’ iugresso ; quella dell’estremitàopposta all’ uscita della fornace era lapiù tenera. Egli indicava per quella delmezzo :
Argilla bianca ( cioè Ruolino ).82
Quarzo bianco. 7
Coccio. 7
Gesso. 4
100
Come si vede, non parlasi di feldspato, quando peraltro non fosse il mineraledetto quarzo bianco, oppure che questo quarzo non fosse una pegamite granellosa.
La pasta attuale sembra, da notizie bastantemente sicure, esser composta dicirca come segue :
Ruolino d’Aue, presso Schneeberg.77
Feldspato.2 3
100
La coperta è composta di :
Quarzo bianco calcinato .. 4 °
Ruolino di Seidlitz. 4 °
Gesso. 20
Malgrado il colore un poco rossastrodel Raolino , la pasta della porcellana diSassonia è di un bel bianco ; questa pa-sta, assai argillosa, solidissima, è quasiopaca ; finalmente la coperta è d’un co-lore e d’una translucidezza lattea ; essaha una fusione perfetta ; queste sono lequalità che riguardansi come caratteri-stiche di questa porcellana. Ma siccomeper 1’ antica forma delle fornaci trovan-si delle temperature differentissime, con-venne comporre paste e coperte a di-versi gradi di fusibilità.
Il lavacro delle materie, la macinazio-
roo i
ne, il miscuglio, offrono delle differenzesì poco importanti da non badarvi.
Le diversità relative al lavorìo dei.pezzi in Alemagna ed in Francia , ben-ché moltissime per ogni riguardo, non.sono di tale considerazione da doversiriferire.
I pezzi eseguiti e seccati venivanocotti preliminarmente in una fornace par-ticolare, il che produceva una perditadi combustibile che si evita colle fornacifrancesi.
Le fornaci proprie alla coltura dellaporcellana collo smalto, erano, come dii