Strumenti chirurgiciRione del dorso verso il taglio ; talora lapunta del bistorì diritto o storto che siaè smussata, allora essa è tagliata via as-solutamente o invece sua vi è un botto-ne foggiato ad uliva, il quale dà al bistorìil nome di bistorì bottonaio.
Il calcagno serve alla snodatura del bi-storì col manico ; e questa snodatura va-ria. Nei bistorì comuni una caviglia at-traversa la cima delle ganasce presso allalama, ed il calcagno è posto in mezzo adesse ; la lama può agevolmente piegarsisulla cassa e rannicchiarsi fra le sue duepiastre, o raddrizzarsi ed uscire da esse ;ma il suo moto all’ indietro è limitato daun bottone lenticolare , d’ un diametromaggiore che la distanza delle piastre dellacassa. Per lo più il calcagno è fissato sul-la cassa con un meccanismo affatto simi-le a quello dei coltelli comuni, e che ven-ne già descritto a quella parola. Talvoltala caviglia è spianata dal dinanzi al di die-tro ; il foro del calcagno in cui essa passaprolungasi verso la punta con una strettafessura ; ed allorché la lama ed il manicosono nello stesso asse, la caviglia spiana-ta e la fessura del calcagno si corrispon-dono, sicché spignendo il manico e la la-ma l’uno verso l’altro,come per accorcia-re il bistorì, lo si fissa immobile, e que-sto meccanismo più semplice che quellocolle molle lascia il comodo di nettare lostrumento passando un cencio, fra le la-me della cassa. Si imaginò anche di fissa-re la lama sul manico mediante una ghie-ra d’ argento che scorre sulla cassa, chesi fa larga ugualmente dappertutto. Laghiera mantiene lo stromento aperto ochiuso, secondo che la si porta sul calca-gno della lama quand’ essa è fuor dellacassa, e alla metà della cassa quando lalama è nell’interno di essa. Questo mec-canismo non è applicabile che ai bistorìdiritti.
Finalmente, in alcuni bistorì la lama èDii. Tecnol. T. XII.
Strumenti chirurgici 5 29stabilmente fissata sul manico, ma allocasi dicono piuttosto coltelli o scalpelli.
Il dorso del bistorì deve essere largocirca una linea verso il calcagno e andargradatamente diminuendo sino alla pun-ta, in modo da conservare ancora mezzalinea di grossezza, a 6 linee distante daquesta cima. Nei bistorì diritti il dorso èaffatto diritto o soltanto un pò curvo ver-so il taglio. Nei bistorì curvi concavi oconvessi, presenta presso a poco la stes-sa curvatura del taglio ; nei bistorì peròa taglio convesso, talvolta è pur diritto opressocchè tale.
Nei bistori diritti il taglio è interamen-te a linea retta, o un momento curvo erialzato verso il dorso. Nei curvi è con-cavo o convesso secondo la forma dellalama.
Fra il calcagno ed il taglio avvi per Iopiù una piccolaintaccatura, resa maggio-re dal risalto del taglio.
Questo risalto dev’ essere rotondato ed’ ottimo acciaio, altrimenti le parti po-trebbero venir lacerate e non tagliate. E'meglio diminuire il risalto del taglio conquello del calcagno che incontrasi sullastessa linea e lasciar fra loro una piccolaintaccatura, o far nascere il taglio dal cal-cagno direttamente. In Inghilterra pro-lungasi il calcagno fino’ad un terzo dellalunghezza della lama ; questa forma èutile perchè lascia meglio impugnare lostrumento, nè ha verun inconvenientegiacché il terzo posteriore del taglio nonsi adopera quasi mai.
La cassa è fatta di corno, d’ avorio,di tartaruga, e nei bistori fermi in astatalvolta di ebano ; in tal caso non èpiù cassa ma un manico} quanto allafigura le si dà generalmente quella dellalama': i fianchi della cassa sono uniti insie-me come nei coltelli comuni.
Ometteremo la inutile descrizionedi alcuni bistorì particolari, come sono
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