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Tomo XII.
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338 Strumenti chirurgiciè almeno d' una linea e mezza. Se si toc-cassero potrebbero prendere fra loro laplacenta o l’interno dell’ utero.

AI punto in cui la cucchiaia si unisceal manico, ogni braccio presenta una intac-catura su metà della sua grossezza, sicchéle due braccia riunite non hanno la gros-sezza che di una sola. Questa intaccatu-ra è paralellogrammica e dirigesi dall’ e-sterno all’interno, e dal didietro all’innan-zi. Una delle braccia, cioè il maschio, pre-senta in mezzo alla sua intaccatura unpernio a capocchia spianata che penetrain una apertura dell'altro braccio. Quan-do le braccia del forcipe sono aperte, iltaglio della capocchia del pernio non èparalello all’apertura che lo lasciò passa-re, e le braccia non si separano chequanto occorre perchè lo strumento siachiuso come prima. Varii mezzi s’ima-ginarono per tener unite le braccia delforcipe ; il migliore si è quello di dareal collo del pernio lunghezza bastanteper poter frapporre fra la testa e il brac-cio femmina una piastra di metallo tra-forata, in cui entra il pernio, e che fis-sasi con viti.

I manichi del forcipe sono lunghi 7pollici, alquanto inclinati al di fuori, e ter-minano con un uncino smusso, curvatoal di dentro al suo principio, ed il cui se-no è volto in alto e al di fuori. La partedell’asta così curva è lunga circa a pol-lici ; l’angolo del seno è rotondato, e lacima ad uliva o smussa dell’uncino, è 18linee distante dal manico. Secondo Per-ret, il forcipe non deve essere tempera-to a gran durezza.

Fig. a5 (Tav. LXI), Forcipe, aa , lecucchiaie ; bb, trafori ; c, impostatura ;d. pernio ; e, apertura del braccio fem-mina ;_/, piastra che tiene unite le brac-cia ; gg , manichi ; h, uncini.

Guida. Dicesi solitamente quello stru-mento che si adopera nelle fistole delret-

StRUMKNTI CHIRURGICI

to, per guarentire la parete intestinale,opposta alla fistola, dal bistorì o dal cau-terio.

Guida per le fistole del retto. Si puòfare l v operazione di questa fistola perincisione senza valersi di guida. Alcu-ni chirurghi però servonsi tuttora dicucchiaio conico o guida composto d’uncorpo e d’ un manico ; questo è lungo 3pollici e fa un angolo ottuso col corpo,che ha 4 pollici, è concavo sopra una fac-cia, che presenta un canale profondo 2linee e di pari grossezza ; sull’ altra fac-cia è convesso, e forma dove termina unaspecie di cucchiaio largo 5 linee, ad orliun po’ arrovesciati al di dentro, a cimasmussa e rotondata : il corpo della guidavicina alla sua unione col manico, è lar-go circa un pollice.

Dupuytren adopera per le fistole ret-to-vescicali, una guida d’acciaio la cuiscanalatura è spanta all’ innanzi, ed hala forma della curetta del bottone condut-tore, ma è più largo ; il manico pure diacciaio fa colla vite un angolo ottuso cheavvicinasi molto al retto, che permette alcauterio attuale di scorrere facilmentenella scanalatura della guida, ed all’ ope-ratore di non perder d’ occhio la fistolada cauterizzarsi.

Lancetta. Strumento per levar san-gue, aprire alcuni ascessi o piccoli tu-mori, ec. Componesi della cassa e dellalama. Le dimensioni della lama variano,ma le più comuni sono di un pollice e 3a 6 linee, di lunghezza, e di 3 a 4 l |needi larghezza verso il calcagno ; la sua ci-ma libera è appuntita, e risulta dalla riu-nione dei due orli taglienti che fanno traloro un angolo che varia molto. Se que-st’angolo è molto aperto e la punta al-quanto larga dicesi che la lancetta è a gra-no di orzo. Se l’angolo è molto acuto e lapunta assai prolungata la lancetta è a pira-mide. Una lancetta la cui punta sia un che