Strumenti chirurgiciGì mezzo fra quelle a grano d’orzo equelle a piramide, dicesi a grano cTavena;ed è questa la più comune. Nella lancet-ta a lingua di serpente, la punta è acutae prolungata, e i lati incavati. Finalmen-te la lancetta pegli ascessi, in 'cui vece sipuò sempre usare il bistorì, non è cheuna lancetta a grano d’ orzo, di maggioridimensioni, e con un orlo incavato. Ilcalcagno occupa quasi la metà della la-ma, ed è la parte più grossa di essa ben-ché nella lancetta comune non sia che diun terzo di linea. Partendo dal calcagnola lama si va gradatamente assottigliando;le sue facce sono affatto piane, oppure,ciò che la rende più forte, la punta pre-senta una costola molto rilevata e duepiani leggermente inclinati verso i tagli.La lama deve farsi d’ acciaio fuso e bentemperato ; ha una bella pulitura. Si sti-ma la sua punta ben inacciaiata se pog-giandola sulla pelle di vitellino abortitotesa, 1 ’ attraversa pel solo suo peso senzafarla piegare. La cassa componesi di duelame di corno, di tartaruga o di madre-perla, che una caviglietta lega fra loro in-sieme col calcagno della lama. L’altracima che sopravvanzala punta di 8 a iolinee essendo libera, rimangono mobiliin ogni verso intorno alla caviglia, sicchélo strumento può facilmente nettarsi; de-vono esser larghe in modo da soppra-vanzare almeno di mezza linea i lati dellalama. Per ordinario 1’ astuccio dei chirur-ghi tiene in apposito riparto, sei diverselancette.
Fig. 28 . Tav. LXI,a, lancetta a granod’avena; b , la punta ; c,c,gli orli taglien-ti ; d> la sua cassa.
Fig. 29 e 3o. Lancette a grano d’orzoed a piramide.
Leva. Questo strumento, in cui vecesi adopera oggidì quasi generalmente unbraccio del forcipe, aveva al pari di que-sto la forma d’una cucchiaia non curvata
Strumenti chirurgici 53<)agli orli, traforata, curva sopra una facciae montata sopra un manico di legno piùo meno inclinato dal lato della curvatura.
Anche i dentisti adoprano una leva diprimo genere per estrarre le radici deidenti. E' un asta d’ acciaio faccettata, unpo’curva alla cima, che presenta una pic-cola intaccatura a mezza luna per abbrac-ciare la radice del dente, e munita all’in-dietro d’ un piccolo uncino la cui puntaè rivolta verso il manico. Questo è divarie forme, ma quasi sempre faccettato;
Litotomo. Abbiamo parlato del col-tello litotomo di Gheselden, ed a suo luo-go tratteremo dello sciringone faglientedi Hawkins ; non ci rimane a parlareche del litotomo di fra Còme e di quelloche adopera Dupytren. Tutti e due han-no le lame nascoste, nè devono tagliareche dall’ interno all’esterno;
Litotomo di jra Cerne. E' fondato sul-lo stesso principio che il bistorì per leernie, di Bienaise, il quale più non si usa;Componesi d’ un’ asta , d’ una lama ed’ un manico. L’ asta lunga 4 pollici emezzo, alla sua parte superiore non èche una guaina larga una linea aperta daambo i lati su tutta la sua lunghezza, percontenere la lama e lasciarla uscire più omeno. Questa guaina è alquanto curvasul suo lato opposto ; termina con unalingnella di 3 linee, posta in pianoj spia-nata sui fianchi, destinata a scorrere nel-la scanalatura del catetere, e quindi menlarga della scannellatura di esso, roton-data e smussata alla sua cima anteriore,per non ferir la vescica quando abban-dona il catetere. All’ altro capo dellaguaina, 1’ asta presenta dal Iato della la-ma, due denti in rilievo, rotondati conun foro centrale ; quello del Iato sinistroè lavorato a madrevite, per ricevere unavite su cui si deve muover la lama. Aldi là di essi 1 ’ asta cresce gradatamentedi volume ; alla sua base ha un pollice e