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Tomo XII.
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più o meno estese ; un cannone, unagrande campana, un tam-tam, un cam-panello, un violino, uno strumento dafiato, danqo suoni che si sentono più omeno da lungi, e che agiscono sul nostroorgano con varii caratteri di forza. Qual-che suono è tanto debole che non si puòudire che nel silenzio della notte pre-standovi attentamente l 1 orecchio, tal al-tro invece si sente anche otturandosi ilcanale auditorio.

2 . La qualità del suono dipende dal-la natura stessa del corpo vibrante : ilcorno, il fagotto, il violino, il flauto, ilclarinetto possono dare lo stesso tuono,Con ugual forza, e tuttavia un orecchioabituato saprà distinguere l’un dall’altroquesti stromenti. La natura del corposonoro non è però la sola cagione diquesta diversità; il modo come vi siproducono le vibrazioni dell’ aria moltoinfluisce sulla qualità del suono.

5. Il tuono è il grado dal grave all’a-cuto : quando uno eseguisce la ottavacolla voce o con uno strumento, i suonipassano successivamente per varii tuoni.

Ben presto vedremo che il tuonorisulta dalla lunghezza delle ondulazionisonore ; la qualità del suono dalla figuradi queste ondulazioni , e la sua forzadalla loro estensione. Così il corpo so-noro quando fa 32 vibrazioni soltantoal secondo, produce il suono più graveche possa distinguere il nostro orecchio;tale si è quello che dà nna canna d’ or-gano aperta lunga 32 piedi. Il suono diuna canna più lunga non si potrebbevalutare poiché l’aria farebbe meno di3 2 vibrazioni al secondo. Rendendo levibrazioni più rapide, il suono divienepiù acuto, e può divenirlo tanto da nonessere più al caso di valutarlo. Si stimache ciò succeda quando 1 ' aria fa circa8200 vibrazioni al secondo.

Quando pizzicasi una corda tesa, le[

Suono

corse che fa alle due parli della linearetta comunicano all’ aria movimenti vi-bratori! che producono un suono il cuituono dipende dal numero di queste vi-brazioni al secondo. Osservasi che que-sti movimenti sono isocroni , vale a diredi ugual numero in tutti i secondi cheseguono, qualunque sia la loro esten-sione e che quindi il tuono rimane ilmedesimo. Ma siccome le vibrazioni sce-mano sempre, il suono che prima avevaforza si va indebolendo e ben presto ces-siamo d’ udirlo prima che la corda abbiaCessato di vibrare. Il confine a cui piùnoi si sente dipende dalla finezza dell'u-dito, dal silenzio che è intorno, ec. Sesi accorcia la corda, le sue vibrazioni sa-ranno più rapide, il suono più acuto esi indebolirà più presto. Quanto si dissed’ una corda vibrante, deve anche ap-plicarsi al tubo sonoro d’uno stromentoda fiato. Tutto ciò però s’intenderà me-glio assai dalle teoriche della propaga-zione del suono e della sua velocità chespiegheremo più innanzi.

Se si produce un movimento impe-tuoso, come un colpo od uno scoppioall’orificio d’un lungo tubo, tutta l’ariache esso contiene ne verrà mossa, ed allauscita di esso si sentirà un soffio più o menforte; visi udirà uno strepito, una candelaaccesa presentatavi si estinguerà, ec. Que-sto movimento della colonna d’aria com-prendesi facilmente, poiché il primostrato scosso si smuove e spigne l’altroche gli è contiguo, questo urta il seguentee così d’uno in l’altro. Ma fa d’uopo no-tare che per la elasticità dell’aria leprime molecole non vincono la resistenzadelle vicine che comprimendosi ; questeultime comprimonsi pure su quelle cheseguono ; sicché cedendo a questi sforziconsecutivi la massa d’aria prova unacompressione ehe si indebolisce a misurache si va allontanandosi dal principio